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Calcioscommesse: "Buffon scommetteva per 1,5 mln" Ma il portiere non è indagato

Gli investigatori: assegni per 1,5 milioni di euro a favore di una tabaccheria di Parma dove si può scommettere sullo sport. Disciplinare: altri 2 anni a Doni, -2 punti all'Atalanta

Calcioscommesse: "Buffon scommetteva per 1,5 mln" Ma il portiere non è indagato

Il capitano della Nazionale, Gigi Buffon avrebbe effettuato scommesse vietate per oltre un milione e mezzo di euro. È quanto viene ipotizzato da un’informativa della Guardia di Finanza di Torino, allegata agli atti dell’inchiesta di Cremona, scaturita da una segnalazione di operazioni sospette.

Gli investigatori della Guardia di Finanza hanno segnalato ingenti movimenti di denaro effettuati da Buffon che si ipotizza possano essere serviti a giocate sportive, attività proibita per ogni tesserato della Federcalcio.

Secondo quanto riportato dal Corriere, "la Finanza avrebbe verificato l’emissione da parte del calciatore di assegni, per importi tra i 50mila e i 200mila euro, destinati al titolare di una tabaccheria di Parma abilitata alle scommesse calcistiche. La somma complessiva movimentata è di un milione e 580mila euro".

Nel rapporto della Finanza viene specificato che gli avvocati el portiere azzurro hanno giustificato questi spostamenti di soldi come "trasferimenti di denaro volti a tutelare il patrimonio personale di Buffon".

Negli atti dell'inchiesta, inoltre, emergerebbe anche un tentativo di estorsione del giocatore del Genoa Giuseppe Sculli e del suo amico pregiudicato bosniaco Safet Altic nei confronti dell'ex nazionale Luca Toni. Il legale del giocatore sostiene però che Toni non ne sa nulla e non è coinvolto in nessun modo nella vicenda.

È iniziato intanto il processo sportivo sulla vicenda. La Commissione disciplinare è stata chiamata a valutare ben 83 posizioni di altrettanti tesserati. Stralciati i casi di Marco Turati, Paolo Acerbis, Alessandro Pellicori, Cristian Bertani e Joelson, in carcere per l'inchiesta Last Bet condotta dalla procura di Cremona. Si "salva" il Rimini: il calciatore Daniele Vantaggiato ha infatti giocato nella società prima che fallisse e venisse rifondata.

C'è stata però una corsa al patteggiamento: ben 7 società e 16 tesserati hanno scelto questa strada. Tra questi anche l'Atalanta, fin dall'inizio al centro delle indagini, che se la cava così con una penalizzazione di 2 punti da scontare nel prossimo campionato e 25 mila euro di ammenda. Non va così bene a Cristiano Doni, che si è visto aggiungere due anni ai tre anni e mezzo di stop a cui era stato condannato la scorsa estate. Filippo Carrobbio e Carlo Gervasoni, i "pentiti" che hanno consentito di andare avanti nelle indagini, si sono visti comminare un anno e 8 mesi di squalifica.

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