All'inizio sembra solo un crampo, un colpo di calore. Manca poco, pochissimo alla fine della partita, impossibile che Sinner molli. E invece. Fa un cenno all'arbitro di sedia, fa interrompere il gioco e chiede aiuto al fisioterapista a bordo campo. Dopo un breve consulto, in cui il campione sembra in preda a una forte nausea, lascia il campo e si dirige negli spogliatoi. "Mi viene da vomitare" dice ai suoi. Dirà poi di aver dormito male e di essersi sentito debole già dal mattino, senza energie. Si ferma tutto, non è un malore passeggero per cui basta solo un po' d'acqua fresca sulla fronte.
Dottoressa Daniela Lucini, direttore della scuola di Specializzazione in Medicina dello Sport all'università Statale, ci aiuta a capire cosa può essere successo a Sinner? Colpa del caldo?
"Sicuramente il caldo non lo ha aiutato, siamo a oltre 30 gradi nel mese di maggio, anche se lui ha detto che non era eccessivo e si poteva giocare. Ma non è stato questo l'elemento scatenante del malore. Certe cose possono capitare dopo un'attività fisica intensa, importante. Non c'è da stupirsi, né significa che ci sia una malattia".
Però non è la prima volta che Sinner sta male in campo. È successo anche a Cincinnati, con un improvviso calo fisico ai quarti di finale. E poi a Montreal, contro Daniil Medvedev: gioco interrotto. E ancora all'Australian Open, durante il match degli ottavi di finale contro Holger Rune: giramenti di testa, senso di vertigine.
"Giramenti, nausea, crampi sono esattamente le cose che capitano quando ci si allena a livelli così alti e intensi per un lungo periodo. A un certo punto tutto diventa troppo, si è raggiunto un limite oltre il quale non si va. Al nostro fisico l'attività sportiva fa bene, è come un farmaco: ma un conto è prendere una pastiglia che porta benefici, un conto è prenderne dieci. Non va bene".
Dopo uno sforzo eccessivo, il fisico può reagire così, di colpo?
"Quando l'intensità e la quantità dell'allenamento sono molto intense, arriva il momento in cui il fisico dice basta. Il sistema nervoso autonomo, che controlla il funzionamento autonomo dell'organismo e regola muscoli e cuore, si ribella. E quindi è facile che si ottenga l'opposto di quello che ci si aspetta".
In che senso l'opposto?
"Il sistema non controlla più le funzionalità, quindi la pressione cala, il corpo cede, anche nel momento in cui è al massimo e anche quando manca poco al traguardo. Arriva un momento in cui nemmeno la volontà e lo sforzo mentale possono più spingere".
In tanti pensano che ci sia anche la componente
dell'attacco di panico."Questo io non lo so dire. Vero è che queste reazioni dell'organismo avvengono quando lo stress è molto alto. Quindi dopo allenamenti pesanti, periodi di sforzi eccessivi, tensione elevata".