Cassa integrazione ai calciatori: Gravina, la credibilità dov'è?

La Lega Pro di Ghirelli ha chiesto al governo la cassa integrazione per i tesserati. I soldi a operai, partite Iva e dilettanti però non arrivano: Gravina così pensa di tutelare la credibilità del calcio?

Cassa integrazione ai calciatori: Gravina, la credibilità dov'è?

In tempi di coronavirus, in cui i tanto sbandierati aiuti economici del governo a lavoratori, imprenditori, aziende e famiglie tardano ad arrivare, e quei pochi che arrivano sono una toppa che non può certo tappare il buco, il mondo del pallone batte cassa e chiede la cassa integrazione. Spieghiamo. La Lega Pro, per bocca del presidente Francesco Ghirelli ha chiesto al governo la cassa integrazione per i tesserati, facendo pressione sul ministro dello Sport Vincenzo Spadafora. E si dice che a tal proposito abbia il supporto di Francesco Gravina, presidente della Figc ed ex numero uno proprio della Lega Pro. I due, visto il terreno comune della Lega Pro, sono alleati in consiglio federale.

La richiesta stride con le difficoltà di milioni di altri lavoratori italiani, come i colleghi della Lega Nazionale Dilettanti, oppure gli operai e le partite Iva, che non hanno ricevuto neanche il becco di un quattrino. In questo modo Ghirelli sostiene di voler salvare il movimento e tutti quei calciatori che non guadagnano chissà quali cifre, rispetto ai professionisti di B e di A. Però attenzione. I giocatori di Lega Pro sono già tutelati dalla fidejussioni che le società versano, sia dal fondo di mutualità. E allora perché Ghirelli ha avanzato questa richiesta? Forse perché la Lega Pro rischia di sparire?

Come noto, infatti, nelle ultime ore è stata avanzata una proposta di riforma dei campionati di calcio che ridurrebbe i club professionistici da cento a sessanta. In che modo? Presto detto: nascita di due campionati di Serie B e morte della C, che verrebbe mantenuta a tre gironi ma retrocessa al dilettantismo. Non è mistero che la Serie C sia il campionato più "disgraziato" di tutti, in perdita di soldi e con un bilancio in negativo di 120 milioni l’anno, dal momento che le società, senza diritti tv e con pochissimi introiti, fanno fatica a stare a galla.

Lo scenario, ovviamente, non piace a Ghirelli, che andrebbe così a perdere la poltrona alla presidenza della Lega Pro. La proposta di riforma dei campionati sarebbe dovuta essere all’ordine del giorno del consiglio federale fissato questo venerdì, ma l’appuntamento è stato cancellato da Gravina, adducendo la scusa del coronavirus. Forse perché se si fosse tenuto sarebbe passata la linea tanto temuta dalla Lega Pro e dal suo presidente…

Chi chiediamo dunque una cosa: oltre il nodo Spadafora - viste le sue recenti uscite non sembra essere un amante del pallone e questo è un bel problema dal momento che è ministro dello Sport - quale credibilità assicura Gravina al calcio italiano chiedendo la Cassa integrazione per la Lega Pro? Perché a noi sembra che così si rischia, assai concretamente, di far perdere credibilità all’interno movimento.

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