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Chivu azzecca i cambi e il settimo sigillo vale la fuga del +10

Vittoria consecutiva numero sette e allungo sui cugini. Pioggia di fischi per Bastoni

Chivu azzecca i cambi e il settimo sigillo vale la fuga del +10

Il tiro con cui Mkhitaryan, a un quarto d'ora dalla fine, sblocca la partita è una spallata a tutto il campionato e non solo al Lecce, che già gustava il sapore forte di un insperato punto contro la capolista. Akanji raddoppia poco dopo, quando la banda Di Francesco ha già smobilitato. Due gol da calcio d'angolo, sempre battuti dal piede ispirato di Dimarco. Sul primo (smorzato da Ngom) il Lecce si scorda di Mkhitaryan nel cuore dell'area di rigore, errore enorme; sul secondo, lo svizzero di Chivu salta più in alto di tutti, come sollevato da una molla. Due gol che Chivu pesca in panchina, dove ha sempre abbondanza, nonostante gli infortuni.

Dal gelo di Bodo all'inferno di Lecce, con tutto lo stadio contro Bastoni, fischiato ogni volta che toccava il pallone. Lodevoli gli sforzi di Chivu per non farglieli sentire. "Per me è un capitolo chiuso", spiega il tecnico rumeno.

Non era semplice e non lo è stato, ma era importante per l'Inter portarsi a +10 dal Milan, ma forse più ancora dare un calcio ai fantasmi della Champions. Da oggi sarà più facile preparare la rivincita di martedì. "È una gara aperta, la qualificazione è ancora in bilico, dobbiamo essere la nostra migliore versione".

Di Francesco pragmatico: difesa bassa e contropiede. Gli è mancato un quarto d'ora. Chivu paziente: Pio a cucire le linee offensive e Dimarco a calciare. Per un tempo bene anche Luis Henrique. Lento Frattesi, confuso Sucic. Tante occasioni già prima del riposo, anche un gol (proprio Dimarco) cancellato dal Var per fuorigioco di Thuram. Bene Falcone, che calcia quasi sempre lungo e nega un gol a Luis Henrique e due a Esposito; annoiato Sommer, mai una parata; sfortunato Gaspar, ko dopo 30 per rintuzzare Thuram (ginocchio sinistro a rischio).

Quando nel secondo tempo l'Inter alza un po' il ritmo e tanto il baricentro, Di Francesco cambia giocatori ma non copione, guai a scoprirsi troppo. Poi gli angoli, l'errore, il gol, il vantaggio, la vittoria dell'Inter. Strameritata, la nona consecutiva in trasferta, la 21ª in 26 partite. Per la fuga che vale ormai più di mezzo scudetto.

Quel che le manca può già prenderselo nel derby, dove certamente ci sarà Bastoni, che nel finale forse cerca l'ammonizione che gli farà saltare il Genoa, ma gli regala il Milan (e un altro po' di fischi, ma questa è un'altra storia).

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