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Colnago, re della bici che parla arabo: "È una nuova sfida in un mondo diverso"

Maggioranza a un fondo di Abu Dhabi. Il patron: "Per restare i migliori di tutti"

Colnago, re della bici che parla arabo: "È una nuova sfida in un mondo diverso"

Ernesto Colnago vive ancora di sogni, a 88 anni, e continua a sognare ad occhi aperti, come e più di prima. Ha sempre pensato a biciclette magiche e filanti, rigide e resistenti: anche leggere. Ha portato il suo asso di fiori ad essere uno dei marchi culto nel mondo e adesso ha il sogno di dare un futuro alla sua creatura, per l'eternità. «No, non lascio la tolda di comando, io ho speso la mia vita a progettare biciclette e continuerò a farlo oggi più di ieri ci spiega con quella voce da eterno ragazzo il maestro di Cambiago -. Nella nostra squadra sono entrate nuove forze. Per un mondo sempre più grande è necessario pensare in grande e per farlo ci vogliono forza economica e competenza: con questi nuovi soci arabi siamo pronti per una nuova sfida, ancora più bella e stimolante».

«La Chimera Investments LLC, un fondo d'investimento con sede in Abu Dhabi, ha annunciato l'acquisizione della maggioranza delle quote di Colnago, il prestigioso costruttore di biciclette», si legge in una nota.

Non sarà una chimera, quindi non sarà un'illusione e nemmeno una fantasia, ma una cosa concreta come poche, che consentirà alla cicli Colnago, il marchio di biciclette più rivoluzionario degli ultimi cinquant'anni, di rinforzarsi e accrescere la propria fama e le proprie ambizioni tecnologiche e di mercato in ogni angolo del globo terraqueo.

Un Colnago che ha un passato lì da vedere, da studiare e mandare a memoria. Ora però si appresta a riorganizzarsi e a ridisegnare il proprio futuro con investimenti importanti, che andranno a toccare ogni angolo del mondo.

Fondata nel 1954 da Ernesto Colnago, l'azienda di Cambiago alle porte di Milano - si è fatta largo sul mercato a suon di vittorie: 62 campionati del mondo; 38 classiche Monumento; 21 Grandi Giri, 18 oro olimpici; due i record del mondo, con Eddy Merckx e Tony Rominger. Tantissimi i campioni che hanno corso e corrono con le biciclette con l'asso di fiori: da Gianni Motta a Gibì Baronchelli, da Eddy Merckx a Beppe Saronni, per arrivare a Paolo Bettini, Michele Bartoli, Gianni Bugno e Fabio Aru, solo per fare qualche nome.

«Abbiamo un'opportunità unica aggiunge Colnago - col supporto di Chimera, abbiamo l'occasione di continuare a progettare e costruire le migliori biciclette del mondo anche in futuro. Siamo un simbolo del made in Italia, siamo il marchio che ha portato il carbonio nel ciclismo, abbiamo insegnato a tutti come si fanno le biciclette, ora abbiamo l'opportunità non solo di farci conoscere e apprezzare nel mondo, ma di diventare planetari».

Per Esioso la Chimera era un mostro che nella mitologia greca aveva testa e corpo di leone, con una testa di capra sulla schiena ed una coda di serpente, mentre per Omero era un corpo di capra, coda di drago e testa di leone. È mitologia. Ernesto Colnago, per noi della bicicletta, è molto più semplicemente mito.

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