Conte si gioca a pokerissimo... il futuro

L'allenatore non si sbilancia: "L'investimento su di me ha pagato"

Conte si gioca a pokerissimo... il futuro

Milano Inter-Sampdoria finisce 5-1, ma soprattutto finisce con la squadra e i tecnici nerazzurri in mezzo al campo, a festeggiare lo scudetto come se in tribuna ci fossero i tifosi, che invece erano sono fuori, urlanti e anche loro in festa. Antonio Conte non ha dubbi: «La vittoria più difficile della mia carriera, in questi due anni mi sono superato. Perciò voglio festeggiare, voglio godermi il momento». Il futuro però incalza, con i dubbi che si trascina. Conte pretende di pensare solo al presente, ma in realtà già affila gli argomenti che metterà sul tavolo degli Zhang. «L'investimento su di me ha pagato: il valore della rosa è cresciuto nettamente, anche in termini economici»: non è ancora l'epitaffio al Conte nerazzurro, ma certo è il punto da cui partirà la trattativa per il rinnovo del contratto, la transazione dello stesso o il mantenimento dello status quo, con gli ultimi 13 milioni netti da incassare fino al giugno 2022. «Non mi aspettavo certe cose, è stata dura. Sono uno che porta aspettative, da me ci si aspettano sempre i risultati e sono contento di averli avuti anche a Milano, con l'Inter, che non vinceva da 11 anni». Potrebbe essere l'inizio di un ciclo come la sua fine. Vedremo e sapremo.

La Sampdoria serena accoglie i campioni d'Italia in campo schierata tra due ali. Ritmo basso, zero agonismo, spazi ampi e niente pressing: perciò bastano 4 minuti per il primo gol. Lo segna Gagliardini, uno dei tanti rincalzi scelti da Conte per la prima passerella con lo scudetto virtualmente sul petto. Un altro è Sanchez, che firma il secondo e il terzo centro nella porta del povero Audero, peraltro parecchio impacciato di suo. E che dire del suo collega e capitano nerazzurro Handanovic? La Samp tira di fatto un'unica volta in porta con Candreva: l'intervento di Handanovic, con i piedi dentro la porta, è goffo al limite del comico, respinta, palo, rimpallo, sventola di Keita per il molto provvisorio 2-1, che durerà meno di un minuto. Quello del portiere per l'Inter è un problema in più, nuovo, che male si sposa con le difficoltà economiche del momento.

Non è per l'errore, che Conte nella ripresa dà per la prima volta spazio a Radu: 45 minuti da spettatore che non aggiungono nulla alla stagione del vice-Handonovic. Stesso discorso per Pinamonti, anche lui dentro dal 46', che però si toglie almeno la soddisfazione del primo gol in assoluto con la maglia nerazzurra. Lukaku invece non entra e perciò tocca a Martinez rompere su rigore il lungo digiuno dei Gemelli, entrambi a secco dal 7 aprile (5 partite). Che la festa continui.