Il Cska ferma la corsa dell'Armani battuta a Mosca

Oscar Eleni

Il cuore di latta del Cska a spasso sulla Moscova basta per graffiare l'Armani riscoperta soltanto alla fine quando ha capito, in ritardo, purtroppo, che senza lasciare tanti rimbalzi offensivi, ben 17, avrebbe potuto togliere quel sorrisino di sufficienza ai russi che alla fine sono andati oltre i loro meriti: 101-95.

Dalla Russia quasi con onore se pensiamo alla Milano dell'attacco, ma, come sempre, anche contro un Cska che non è davvero in buona salute mentale ci sono state debolezze difensive pagate care. Eppure si poteva lucrare superficialità degli uomini che dovrebbero costruire il gioco russo, da De Colò (14 punti) a Rodriguez (6 p. e 7 assist), per non parlare di Hackett che perlomeno ha messo la museruola a James (11 p. alla fine, ma era a 2 su 11 col tiro nei momenti veri). Per fortuna di Itoudis era però il pomeriggio dove le rose per le signore hanno ispirato Otello Hunter (14 e 7 rimblzi) e depresso Tarzewski, subito bloccato dai falli e rivisto alla fine (7 p.) quando ormai era chiusa e neppure un espada come Nedovic (16), il migliore insieme a Brooks (14) e anche a Micov (16) se non avesse mancato troppi tiri liberi, ha potuto ribaltare una partita mai aperta da Milano.

Russi in terza marcia, ma terribili a rimbalzo offensivo per il 27-24 del primo quarto dove Milano ha capito che contro quella difesa non era difficile segnare. Più complicato il 2° quarto (24-19), tenere il Cska a più 10 dopo 30' era comunque importante pensando a quello che era accaduto 7 giorni prima col Khimki che in settimana aveva battuto proprio ai supplementari lo squadrone dell'Armata. Milano non ci ha creduto, anzi, si è presa un parziale di 10-1 andando anche a meno 19. Diciamo che l'Armani torna dalla Russia sapendo di essere squadra da play off europei, aspettando la partita chiave del Forum di giovedì contro l'Olympiakos di Blatta per restare in vantaggio nel conto vittorie-sconfitte che oggi è di 13-12. Ha un potenziale offensivo che può intossicare tutti, persino il Fenerbahce che è caduto contro un Real che era confuso e nei guai. Certo avrebbe bisogno di un centro come Guadaitis, fuori fino a fine stagione, per supportare Tarzewski quando è in serate come quella di ieri a Mosca. Ma questa Armani ha il diritto e il dovere di credere in se stessa perché non è così distante da quelli che pensava fossero avversari inavvicinabili.