Curry, cecchino NBA: "Il mio segreto? Le lenti a contatto"

Stephen Curry, 2.400 triple in carriera, 402 segnate in una sola stagione, 98 in un'edizione dei play off

Curry, cecchino NBA: "Il mio segreto? Le lenti a contatto"

Il segreto del miglior tiratore da tre punti della storia sicuramente non sono gli occhi. Stephen Curry, 2.400 triple in carriera, 402 segnate in una sola stagione, 98 in un'edizione dei play off, 157 partite consecutive sempre a segno dall'arco, non ci vede(va). Lo ha confessato lui stesso, candidamente. Non è miope né astigmatico, il numero 30 dei Golden State Warriors tre volte campioni Nba, in corsa per il quarto titolo e considerati unanimemente una macchina quasi perfetta da pallacanestro. Il cecchino infallibile è affetto da cheratocono, una malattia progressiva non infiammatoria della cornea che via via si assottiglia fino a perdere la sua forma sferica, avvicinandosi alla forma di un cono e causando un appannamento della vista.

E come facevi - di grazia - a inquadrare l'anello da sette metri e venticinque? «Strizzavo gli occhi in continuazione» ha rivelato in un'intervista con Marcus Thompson, di The Athletic. Nelle ultime nove partite la percentuale dalla distanza di Curry è cresciuta fino al 51,4% (roba da macchina). «Come faccio? Ho iniziato a usare le lenti a contatto». Pausa scenica. Risata e smorfia d'ordinanza. «Davvero, sono serio. È per quello. Sì, è come avere dei nuovi occhi: è come se l'intero mondo si fosse rivelato davanti a me». Il vero dubbio è come facesse in precedenza a inquadrare il canestro, sotto le luci artificiali dei mega palazzetti, davanti ai flash di migliaia di cellulari pronti a scattare sulla sua meccanica di tiro rapidissima e letale. «Mi sono abituato a sgranare gli occhi per così tanto tempo provando a mettere a fuoco, per me era la normalità».

A dicembre aveva scherzato a un evento di beneficenza con i bimbi delle scuole di Oakland a cui i Warriors offrivano visite oculistiche gratuite: «Servirebbe anche a me un controllo...». Nessuno lo ha preso sul serio, anche se in diverse occasioni gli avevano consigliato un paio d'occhiali. Mai ascoltato nessuno, Steph, d'altronde con quelle medie chi osava contestargli un difetto di vista. Poi, da febbraio, le sue percentuali dall'arco scendono incredibilmente al 36% (per lui che viaggiava al 46). E il due volte Mvp della Nba si convince. Visita e lenti a contatto, con numeri da fantascienza. I play off cominciano tra 10 giorni, gli avversari sono avvertiti. Il migliore adesso ci vede pure.