Il derby accende una Lanterna a rischio covid

Genoa-Samp non conta per la classifica, in palio solo la supremazia cittadina

Il derby accende una Lanterna a rischio covid

Nonostante il Covid. Nonostante la paura. Nonostante i divieti. Ci sono momenti che durano 90 minuti che vanno oltre tutto questo. O almeno ci provano. E possono essere una fantastica distrazione per la mente e il cuore. A Genova c'è il derby della Lanterna, una partita che non sarà mai come tutte le altre. E che specie in questo disgraziato momento storico rappresenta qualcosa di diverso. In campo e fuori.

C'è la partita in sé, con la Sampdoria praticamente già salva, il Genoa quasi ed entrambe a grande distanza dalla zona Europa. Poco da giocarsi e poco da chiedere alla restante parte del campionato e allora, in una città che vive di calcio 365 all'anno tra sfottò costanti, quello della supremazia cittadina è un titolo tutt'altro che inutile. Chi vince non solo gioisce, può godersela sui rivali cittadini fino all'anno prossimo. Una pacchia. Chi perde si nasconde, spegne il telefono, parla del Festival. Soffre di una sofferenza irrazionale e un po' folle che solo chi vive questo dualismo può capire davvero. «Il derby è la partita delle partite», ha detto alla vigilia il tecnico del Genoa Davide Ballardini, che da quando è arrivato sulla panchina rossoblù ha rivitalizzato il Grifone. «Il derby è diverso, fa ribollire il sangue», ha sentenziato Claudio Ranieri, allenatore della Sampdoria e veterano della serie A.

Ma in questo periodo disgraziato c'è anche, e soprattutto, quello che accade fuori dal campo. Entrambe le squadre sono state martoriate dal Covid, prima la Samp e poi il Genoa, e proprio ieri, quando la situazione sembrava più tranquilla, la Sampdoria ha comunicato che è stato riscontrato un positivo nel gruppo squadra. Tutti in isolamento, come da protocollo, nessun allarme focolaio, ma soglia di preoccupazione inevitabilmente alzata. E sempre ieri circa 300 tifosi rossoblù si sono radunati davanti all'hotel della squadra. Cori, striscioni, fumogeni e gli ormai abituali assembramenti in cui le tifoserie spiccano per inopportunismo e sciatteria. E no, in questi casi la parola derby non è un passepartout valido. Con la questura di Genova che ha rafforzato le misure di sicurezza per oggi e questa sera con controlli nei pressi dello stadio per evitare possibili contatti tra le tifoserie.

Non ci sarebbero scuse per una tale follia. C'è il derby ed è speciale per tutto ciò che rappresenta. Non sarà mai una partita come le altre. Ma oggi non può essere la priorità, se non per quei (speriamo) bellissimi 90 minuti.

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