Ducati regina della pista e del mercato

Presto l'accordo con la VR46, subito i rinnovi con Miller e la Pramac

Ducati regina della pista e del mercato

Al Mugello con la migliore Ducati di sempre. La Rossa sta vivendo un momento magico: due doppiette consecutive e le Desmosedici GP salite sul podio in ognuno dei 5 Gran Premi disputati. Un risultato che rende la Casa italiana la regina della griglia MotoGP e del mercato, con la maggior parte dei contratti delle squadre satellite in scadenza a fine anno.

Ieri l'annuncio che Jack Miller (foto) correrà nel team ufficiale anche nel 2022, mentre al Mugello arriverà quello del rinnovo pluriennale con Pramac, che quest'anno schiera Jorge Martin e Johann Zarco. Il prossimo dovrebbe riguardare l'approdo della VR46 in MotoGP proprio con Ducati. Le parti sono molto vicine e l'accordo potrebbe aprire scenari nuovi, considerato il peso di Valentino Rossi e della filiera di piloti della VR46 Academy. «Due dei tre piloti della VR46 in MotoGP sono sotto contratto Ducati: Bagnaia e Marini. Quello dell'Academy è un bellissimo programma che segue i ragazzi sotto tutti gli aspetti, dall'allenamento al Ranch, alla preparazione mentale - commenta Paolo Ciabatti, Direttore Sportivo di Ducati Corse -. Stiamo parlando da più di un mese con la VR46 e la Gresini Racing, che il prossimo anno tornerà ad essere un team indipendente. Sono due strutture diverse, entrambe solide e con una storia».

Con otto moto schierate, la Ducati si appresta a pensare in grande, ma intanto si gode il presente. Domenica si corre al Mugello, GP di casa. «È un circuito dove facciamo molti test e che ci ha regalato delle bellissime emozioni. Dopo le doppiette a Jerez e in Francia puntiamo a ripeterci e questo crea un po' di pressione - continua Ciabatti -. Il podio con due piloti diversi in 4 gare su 5 dimostra che questa è la migliore Ducati MotoGP degli ultimi anni, se non di sempre. È il frutto di tanto lavoro e di soluzioni innovative». Anche l'atmosfera nel box è serena e motivata. «Jack (Miller) è un pilota estroverso e un falso duro, perché come abbiamo visto a Jerez in occasione della vittoria, è anche molto emotivo. Pecco (Bagnaia) è piemontese come me, per cui esterna meno i suoi sentimenti. Due piloti diversi, ma tra loro c'è molto rispetto».

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