Dybaldo, quella strana coppia di fenomeni. La verità del "sarriball": possono giocare

Insieme i due hanno segnato più della metà dei gol bianconeri. Cuadrado il vero jolly. La crescita di De Ligt, il sorpasso di Bentancur su Pjanic. Le due facce di Higuain

La strana coppia ha fatto quel che doveva: segnare. Trascinando la Juve al nono scudetto di fila. Ronaldo (voto 9,5) e Dybala (9), CR7 e la Joya: partner per caso, va detto. Perché anche i sassi sanno che la scorsa estate l'argentino avrebbe dovuto partire con destinazione Inghilterra, garantendo alla Signora una super plusvalenza e permettendole di arrivare a un centravanti vero, di quelli che piacciono al portoghese per trovare spazi partendo dalla sinistra. Invece, come non detto: le barricate del numero dieci hanno funzionato e il resto è cronaca. Con Higuain (7) che non sempre è stato bene e nemmeno poi così contento di riprendere a giocare dopo lo stop per il covid, i due si sono trovati spesso l'uno di fianco all'altro: falso nove Dybala, il solito cecchino Ronaldo. Magari non così complementari (eufemismo) l'uno con l'altro, certamente però desiderosi di trovare il modo di convivere. Contro la Lazio, pochi giorni fa, la ciliegina sulla torta: tutto solo davanti a Strakosha, il piccoletto ha permesso a Ronaldo di segnare la rete più facile del mondo raggiungendo così quota 30 reti in campionato mantenendo in vita il sogno di battere l'Higuain dei 36 gol ai tempi del Napoli. Quello del record di tutti i tempi, insomma: a 35 anni suonati, c'è di peggio. Ronaldo superstar, allora, pur in mezzo a qualche bizza (la sceneggiata dopo essere stato sostituito contro il Milan, per esempio) e alla sensazione che sia lui a decidere quando giocare e dove.

Detto di Higuain, in attacco la Juve non ha ricevuto granchè nemmeno da Douglas Costa (6,5), spesso infortunato e utilizzato da Sarri da dodicesimo uomo: in qualche occasione il brasiliano ha cambiato il ritmo alle partite, troppo spesso però si è perso in ghirigori inutili. Né meglio ha fatto Bernardeschi (6), il quale nella seconda parte di stagione si è ritagliato il ruolo di equilibratore in un 4-3-3 spesso diventato 4-4-2: da uno come lui, però, ci si sarebbe aspettato un altro rendimento qualitativo e un maggiore apporto sotto rete (un solo gol segnato).

Meglio ha fatto Cuadrado (7), jolly buono per tutte le occasioni sulla fascia destra: qualche tuffo di troppo potrebbe in effetti evitarselo, ma sul suo rendimento complessivo non sarebbe giusto eccepire. Rispetto al potenziale e alle aspettative, non è stata invece una gran stagione quella di Pjanic (6,5), cui pian piano Sarri ha preferito Bentancur (7) seminando già per l'anno prossimo visto che il bosniaco è stato ceduto al Barcellona garantendo anche una bella plusvalenza alle casse societarie. Come da programma, invece, la resa del corridore Matuidi (6), soppiantato nel post lockdown da Rabiot (6), le cui qualità si sono però intuite solo a sprazzi e nemmeno con continuità. Un altro da cui si attendevano grandi cose, salvo poi arrendersi di fronte ai tanti infortuni e alle scelte del tecnico, è stato Ramsey (6): meglio lui comunque di Khedira (5,5), arrivato probabilmente alla frutta. Alterna la stagione di Alex Sandro (6,5), forse spremuto oltre modo vista la mancanza di alternative e la caducità di De Sciglio (5,5). Così così anche Danilo (6), utile se non altro perché utilizzabile in più ruoli: qualche battuta a vuoto l'ha registrata pure Bonucci (7), il quale ha però avuto il merito di aiutare la crescita di De Ligt (7), il cui inizio era stato quasi da mani nei capelli salvo poi far registrare una discreta crescita.

Lì dietro, registrati i gravi infortuni di Chiellini e Demiral (sv), la vera delusione è stata Rugani (5), mai davvero affidabile. Quanto ai portieri, bene sia Szczesny (8) che Buffon (8): il che, a dirla tutta, certifica quanto sia stato complicato salvare la pellaccia in diverse occasioni.

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