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E con Gabasio, capo dell'ufficio legale, ancora in carica la Procura vuole "vincere" senza attendere il processo

Il dirigente è indagato. Dopo la svolta i Pm potevano ritirare il ricorso, invece...

E con Gabasio, capo dell'ufficio legale, ancora in carica la Procura vuole "vincere" senza attendere il processo

Tra le numerose, eterogenee motivazioni che hanno portato Andrea Agnelli e l'intero vertice della Juventus alla dolorosa decisione delle dimissioni in blocco c'era sicuramente anche una scelta tattica: giocare d'anticipo nello scontro con la Procura, dimettersi prima che i pm ottenessero la loro cacciata per via giudiziaria, disinnescare la mina. Ma non è detto che la mossa sia destinata a funzionare. Perché la Procura sta vagliando in queste ore la strada da imbroccare. Se è vero che Agnelli & C hanno tolto il disturbo spontaneamente, o quasi, c'è un indagato che è ancora al suo posto. È Cesare Gabasio, il capo dell'ufficio legale bianconero. È intorno al suo nome che potrebbe giocarsi la battaglia, giudiziaria e mediatica, che potrebbe consentire ai pubblici ministeri di ottenere una prima vittoria senza attendere i tempi lunghi del processo che hanno ufficialmente chiesto ieri a carico di Agnelli e di altri undici imputati oltre che della Juventus spa.

É questa la nuova puntata del duro scontro iniziato il 24 ottobre, quando il procuratore capo Annamaria Loreto insieme alla notizia della chiusura delle indagini per le plusvalenze fasulle e i falsi in bilancio rese noto anche che nei confronti di una parte dei vertici era stata avanzata una richiesta di misure cautelari, respinta dal giudice per le indagini preliminari: ma specificando di avere impugnato il diniego davanti al tribunale del Riesame. Era una notizia bomba, la procura del capoluogo piemontese che voleva arrestare un erede della famiglia-simbolo della città.

In realtà, ma questo si è capito solo successivamente, il ricorso dei pm torinesi non riguardava gli arresti domiciliari respinti dal giudice preliminare, ma solo la misura interdittiva. In sostanza, la Procura si accontentava di procedere a piede libero nei confronti di Agnelli, Paratici e Gabasio - i tre per cui era stato chiesto l'arresto - ma insisteva nella richiesta di azzeramento per via legale del consiglio d'amministrazione. Dalla sua parte, la Procura aveva diversi passaggi dell'ordinanza del gip che pur rifiutando gli arresti aveva dato atto che le manovre-stipendi 2021/2022 erano «certamente illecite» e che «si condivide con la pubblica accusa la consistenza di gravi indizi». Il procuratore aggiunto Marco Gianoglio e il suo staff erano convinti che proprio su queste basi il tribunale del Riesame potesse accogliere il ricorso.

Le dimissioni a sorpresa del consiglio bianconero il 28 novembre hanno sparigliato i giochi. La Procura poteva accontentarsi e ritirare il ricorso. Ma il fatto che invece la riflessione a Palazzo di giustizia sia ancora aperta anche solo sulla posizione di Gabasio può spiegarsi con l'obiettivo di incamerare comunque un provvedimento favorevole all'accusa, come viatico in vista di un processo che si annuncia lungo e combattuto. Anche (e soprattutto) nel caso che la partita alla fine non si dovesse giocare all'ombra della Mole: da lunedì la Cassazione ha sul tavolo il ricorso della Juve per spostare tutto a Milano, sede della Consob.

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