Ecco l'Inter di Mazzarri Non avrà effetti speciali

I radar saranno puntati sul professor Giuseppe Pondrelli, il preparatore atletico che Walter Mazzarri si porta da Napoli. È considerato un mago, i due si conoscono dai tempi delle giovanili del Bologna, si occupa di tutto con schede personali per ogni calciatore, tempi di recupero, riscaldamento pre gara, alimentazione. Il Napoli in questa stagione non ha praticamente accusato gravi defezioni per infortuni, le promesse sono ottime. Arriva anche il preparatore dei portieri Nunzio Papale, è girata la voce che Mazzarri avesse chiesto anche un cambio nel ruolo di team manager, Moratti ha fatto sapere che Ivan Ramiro Cordoba non si tocca. C'è invece il suo vice Nicolò Frustalupi, entusiasta di lavorare nella squadra che fu di suo padre. Il ritorno di Leonardo è congelato, la sua candidatura aveva un senso con Andrea Stramaccioni ancora in sella, tutor e in caso di necessità, allenatore già rodato pronto a sostituire il ragazzo. Marco Branca e Piero Ausilio restano nonostante le voci e i disguidi interni.
Poi la rosa che non dovrebbe subire colpi spettacolari. Capitolo chiuso per i senatori nonostante Mazzarri non disprezzi esperienza e maturità. Esteban Cambiasso, ancora un anno di contratto, potrebbe rientrare nei piani, Milito è un'incognita. Nella difesa a tre ci sono anche Andreolli e Diakite, in scadenza, trattativa ben avviata. Mazzarri tendenzialmente non si porta giocatori dalla squadra precedente, in mezzo l'Inter cerca Nainggolan, c'è sempre Gargano, resta vivissima la pista che porta a Gino Peruzzi del Velez, laterale di destra del '92, battezzato da Zanetti suo erede naturale. Davanti arriva Icardi, torna Samuele Longo, c'è un Rodrigo Palacio capace di ricoprire il ruolo di seconda o prima punta, Livaja resta un altro anno a Bergamo. Soluzione gradita se Schelotto, Silvestre, Kusmanovic, Cassano e Jonathan trovano estimatori. Vagonate di sbarbati delle giovanili scalpitano nell'attesa.

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