Europei nel 2021: come cambia la Nazionale di Roberto Mancini

Dopo il rinvio degli Europei ecco come potrebbero cambiare scenari e prospettivi nel gruppo guidato da Roberto Mancini

''Avremmo vinto l'Europeo quest'anno, lo vinceremo l'anno prossimo...'' non ha dubbi Roberto Mancini dopo la decisione di rinviare all'anno prossimo gli Europei 2020.

Sembrava già tutto pronto, l'Italia delle dieci vittorie consecutive era di fatto, pronta a sfidare l' Europa, candidandosi tra le favorite alla vittoria finale. Soltanto qualche dubbio nelle convocazioni, forse due o tre, come ammesso lo stesso ct Roberto Mancini, capace di creare un gruppo, capace di alimentare sogni ed ambizioni come forse non si vedeva dai tempi di Italia 90'. Gli azzurri dovrebbero ripartire, Coronavirus permettendo, nel mese di settembre quando ricomincerà la Nations League. La nuova competizione potrebbe essere preceduta da una finestra nel mese di giugno (per questa ipotesi usare il condizionale sembra più che un eufemismo) per le attività delle nazionali dove gli azzurri potrebbero recuperare i due test cancellati con Inghilterra e Germania.

Il sogno europeo si allontana di un anno, un arco temporale lunghissimo che potrebbe capovolgere gerarchie e titolarità nel gruppo azzurro. Chi potrebbe uscire dai radar e chi entrarvi come scommessa o nuova realtà? Confermato il modulo 4-3-3, posto da titolare blindatissimo per Gigio Donnarumma. Nel reparto difensivo servirà una riflessione inevitabile su Giorgio Chiellini: il capitano azzurro, non è mistero, avrebbe smesso con l' Italia dopo Euro 2020, adesso bisognerà capire se andrà oltre. Sul caso Mancini non ha dubbi: ''Avrà un anno di esperienza in più...''. Una considerazione anche anagrafica andrà fatta Acerbi, protagonista di una grandissima annata nella Lazio, che potrebbe così essere scalzato dal più giovane Romagnoli. In attesa della maturazione di giovani come Mancini o Bastoni, l'altro juventino Bonucci garantirà come sempre leadership ed esperienza.

Il centrocampo è senza dubbio il reparto più abbondante e ricco di soluzioni. Se al momento appare impensabile rinunciare alla regia sapiente di Verratti e Jorginho, alla verve di Barella e alla classe di Pellegrini, per il futuro si intravedono numerose altre soluzioni. In rampa di lancio Sandro Tonali, il gioiellino bresciano compirà il salto definitivo in una grande con le maglie a strisce quest'estate e Gaetano Castrovilli, che ha incantato nel primo anno da titolare alla Fiorentina. Rientrano in gioco anche Bernardeschi in perenne ricerca di una posizione definitiva e Sensi, falcidiato dagli infortuni dopo un inizio di stagione scintillante con la maglia nerazzurra. Discorso a parte merita Nicolò Zaniolo, fuori dai giochi per questo giugno dopo la rottura dei legamenti, ma a questo punto sicuro protagonista nel 2021.

E l'attacco invece? Ciro Immobile avrebbe di sicuro guidato l'attacco azzurro in un tridente con Chiesa a destra e Insigne a sinistra. Se il centrvanti della Lazio non dovesse ripetere una stagione, con la stessa eccezionale media-gol di questa, la corsa alla maglia da titolare potrebbe riaprirsi. In gioco rientrerebbe sicuramente Andrea Belotti, sempre pronto a timbrare il cartellino con la maglia del Torino. L'anno in più potrebbe costare caro ad un bomber eterno come Fabio Quagliarella, che la prossima estate avrà 38 anni mentre dietro scalpitano giovani come Orsolini, Favilli, Kean e Pinamonti. Forse potrebbe tornare in gioco anche Mario Balotelli, in fondo il suo papà calcistico Mancini ha sempre lasciato una porta socchiusa per lui.

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