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Tra fatica e nostalgia: Jannik e Lorenzo, vincenti ma sofferenti

Sinner: "Ora riposo lontano dal casino". Musetti: "Vittoria per la mia famiglia..."

Tra fatica e nostalgia: Jannik e Lorenzo, vincenti ma sofferenti
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C'è qualcosa nell'aria a Melbourne, e non è solo quella della vittoria. Emozioni, perché poi siamo abituati a vederli come macchine perfette, ma anche i tennisti soffrono. Soffrono dentro.

Intanto: Lorenzo Musetti e Jannik Sinner arrivano ai quarti di finale degli Australian Open e tutti e due in tre set. Il primo contro l'americano Fritz, il secondo contro Luciano Darderi. Tutti felici, insomma, eppure la gioia non è solo perfezione. Ma anche sacrificio, rinunce e quel pensiero che non sempre le cose posso andare dritte. Anche quando non si vedono curve all'orizzonte.

Musetti, per esempio: ha vinto con grande maturità, eppure ha solo 23 anni e dentro di sé li sente. Anche se è cambiato qualcosa, rispetto a un anno fa: "Se ci penso, sicuramente so di essere migliorato molto nella testa". Sarà che in Australia è per la quarta volta di fila tra gli otto in uno Slam (e a Parigi e Wimbledon fu anche semifinale), e sarà che il lavoro fisico fatto per diventare un top 5 del mondo non vale nulla se la mente non va nella stessa direzione: "Arrivare così lontano in questi tornei mi ha fatto capire che le energie vanno centellinate nel modo giusto. Ora ho più capacità di gestire i momenti difficili: troverò Djokovic e con lui l'ultima volta ci sono andato vicino a vincere. Ci sono quasi". Poi c'è il lato B, il coach e il preparatore a casa per motivi personali, la famiglia così lontana: "Il 29 novembre è nato il mio secondo figlio, il primo dicembre sono partito per venire qui E poi mi spiace per Simone e Damiano: quando la vita bussa alla porta, capisci come sia meglio godersela. Questa vittoria è per tutti loro". Sospiri.

Come quelli di Jannik Sinner dopo due set e mezzo fulminanti: "È calato il sole, la palla si è gonfiata, il campo era più lento. E Luciano ha cominciato a giocare benissimo". Sarà, ma lui intanto ciondolava sbuffando e non erano crampi, stavolta. Il suo angolo si è agitato, è finita poi che nel tie break ha infilato sette punti di fila sullo 0-2 e con il record personale di ace (19). Però, a un certo punto, la prima palla non entrava più: "Sul servizio non mi sento ancora sicuro, devo migliorare sulla seconda".

Oggi a Melbourne farà caldo record, per fortuna giocherà Alcaraz: "Io mi allenerò poco, dormirò molto e cercherò di isolarmi. Non mi piace che ci sia troppo casino intorno". Serve silenzio, per fiutare l'aria. Sono ragazzi in fondo.

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