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Il fattore L e l'aria del Mondiale sulla corsa scudetto

Torna Lautaro, Leao recuperato, Lukaku renitente: in tanti pensano già all'America

Il fattore L e l'aria del Mondiale sulla corsa scudetto
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C'era una volta la sacralità della Pasqua, guai a giocare. Ormai non ci fa caso nessuno, quest'anno nemmeno un sussurro, altro che polemiche. E peraltro è un turno importante, di quelli che lasciano il segno. Domani sera a San Siro, lunedì al già San Paolo, ora stadio Maradona. Inter-Roma per capire se l'Inter è davvero cotta o se saprà rialzarsi e ripartire. Se vince, Napoli-Milan del giorno dopo varrà molto di meno, un po' la finale dei battuti. Ma se Chivu balbetta di nuovo, quella fra Allegri e Conte diventa una sfida speciale, da adesso o mai più.

Sorride Chivu che dopo un mese e mezzo avrà Lautaro (nella foto). Senza il suo leader, l'Inter ha vinto a Lecce e col Genoa, ma poi ha fatto 2 punti in 3 partite, ridando anima alle speranze degli altri. La Roma è avversario sempre difficile, l'anno scorso fatale, anche se, prima della sosta, pure Gasp ha toccato il punto di minimo della stagione, fuori dall'Europa e appena 4 punti in 4 partite. Ritrova Soulé, ma è sempre senza Dybala e Koné e ora gli manca anche Wesley.

La Roma ha bisogno di punti come l'Inter, non è una partita scontata ed è anche la partita che più di tutte vedrà in campo i reduci di Zenica, morale sotti i tacchi e autostima calpestata. Da Bastoni a Dimarco, da Barella a Mancini e poi Cristante, Frattesi e Pio Esposito l'altra notte insieme a tormentarsi, domani di fronte per salvare quel che resta da salvare, che è molto per gli uni e per gli altri, anche se rivedersi sarà forse un po' come rivivere un incubo.

Lo spareggio è andato male a Zielinski e molto bene a Calhanoglu, uno di quelli che al Mondiale ha già cominciato a pensare da tempo. Un mese senza giocare nell'Inter, poi rifinitura a Firenze all'ultima occasione utile e ovviamente 2 partite da titolare con la Turchia. Inutile scandalizzarsi, è sempre stato così e di certo capiterà ancora. Guarda Lukaku, lui già nel 2022, quando era all'Inter, visse l'autunno da convalescente per giocare (male) il Mondiale col Belgio. Perché stupirsi se in questi giorni ha scelto di stare a Bruxelles invece che a Castelvolturno? Il Napoli si arrabbia, ma Conte punta su Hojlund, un altro di quelli a cui gli spareggi hanno portato male. Vedremo quanto.

A sorpresa, nel Milan potrebbe esserci Leao, che ieri si è allenato col gruppo. Sceglierà Allegri se schierarlo dall'inizio su di un campo dove ha spesso fatto enormi partite, di certo è una risorsa insperata fino a qualche giorno fa.

Il portoghese ha saltato la Nazionale, ma al Mondiale ci sarà (non da centravanti). Il ciclone playoff non ha fatto danni a Milanello: zero convocati fra gli azzurri. C'era una volta il Milan di Baresi, Maldini & C. Appunto.

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