Quella "firma" sul derby

La sfida Lukaku-Piatek: il temperamento dei due attaccanti dietro la loro grafia

Naturalmente la grafologia non può fare previsioni, quindi non tira a indovinare chi due saprà portare alla vittoria la propria squadra, poiché a volte basta una disattenzione dell’ultimo minuto per fare “gol” e vincere. È quindi anche la fortuna che conta e non poco poiché, come si usa dire: “la fortuna è cieca”. Sembra però che l’attaccante del Milan Piatek stia cercando di raggiungere il miglior stato di forma per mettere a disposizione la sua notevole forza fisica, la determinazione e la volontà, sue prerogative per essere un vincente. Peccato solo che il suo autografo sembri uno “scarabocchio”, per cui il giudizio risulta limitato e non si possa valutare anche l’abilità strategica del giocatore. Resta il fatto però che egli spicca per forza psicofisica e per la voglia di dimostrare quanto valga. Lukaku non sta certo a guadare.

Egli possiede una notevole vitalità, un’energia brillante e una goliardia idealistica, che lo porta a controbattere agli eventi avversi, per cui, anche durante le partite, si sa auto-motivare per realizzare “gol anche di rapina” (grafia con allunghi superiori che sembrano frecce “sparate” in alto; speriamo nella porta). La sua voglia di lasciare un timbro indelebile nel cuore dei suoi tifosi è tanta ed emerge anche dalla propria fisicità. Chi vincerà dei due? Saranno l’abilità e l’entusiasmo degli allenatori a renderli competitivi al massimo. In questo Conte non è inferiore a nessuno.

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