È durato quattro ore l'interrogatorio di ieri del supervisore Var (autosospeso) Andrea Gervasoni, tra gli indagati per frode sportiva nell'inchiesta della Procura di Milano che coinvolge l'ormai ex designatore Gianluca Rocchi. In una caserma della Gdf l'arbitro, difeso dall'avvocato Michele Ducci, ha risposto alle domande del pm Maurizio Ascione. "Mi sono messo a disposizione del magistrato. Ho dato tutte le risposte che dovevo", ha detto Gervasoni all'uscita.
A quanto emerge, a Gervasoni è stata contestata dal pm una intercettazione - che gli è stata fatta ascoltare - tra due suoi colleghi da cui emergerebbe una prova contro di lui. Cioè che lo stesso indagato sarebbe intervenuto con una "bussata" sul vetro della sala Var per far revocare un rigore in Salernitana-Modena di serie B del 2025. Il 50enne si è difeso con quello che considera un "dato fisico insuperabile": in quel momento lui era in un'altra "palazzina" della sede di Lissone, perché stava seguendo le partite di A. Gervasoni ha in sostanza fatto presente che fino a luglio scorso c'era un solo supervisore Var per la B e per la A e "quindi si sacrificava la serie B per seguire ovviamente la A e io anche quel giorno ero nella palazzina" della A. Il suo legale ha depositato la planimetria per dimostrare la distanza tra i due edifici. E ha prodotto filmati e audio di Salernitana-Modena e Inter-Roma, del 27 aprile 2025. Quest'ultimo episodio non è comunque contestato a Gervasoni. Stessa mossa ha fatto il pm che ha mostrato i filmati della sala Var delle medesime partite. Sul primo caso il supervisore ha spiegato che la discussione in sala Var "durò 20 secondi" e che lui non poteva "volare" da una palazzina all'altra. Alle domande sul presunto "sistema" Rocchi, sulle bussate e sulle presunte designazioni pilotate Gervasoni non ha voluto rispondere, perché, ha spiegato il difensore, "siamo rimasti nel perimetro della imputazione". Sull'ormai noto episodio in Inter-Roma della trattenuta su Bisseck in area con rigore non dato ai nerazzurri Gervasoni è sceso più nel dettaglio. È stato un "erroraccio del Var", ha detto, ma non c'è stata "alcuna ingerenza". Poi ci fu un "briefing arbitrale" sul caso, che venne sanzionato con "votazioni negative" per i protagonisti. In relazione alla stessa partita era inoltre emersa l'ipotesi di una manomissione dell'audio della sala Var: "La escludo al 100 per cento", ha dichiarato il 50enne. Secondo l'accusa, nel file della registrazione mancano 50-60 secondi rispetto all'originale. Così ieri Ezio Simonelli, presidente della Lega serie A: "Rocchi? Siamo ancora alla finestra, finché qualcuno non ci spiegherà cosa è successo noi restiamo garantisti. Siamo dalla parte delle associazioni e della Can (Commissione arbitrale nazionale, ndr).
Se ci sono state irregolarità, chi le ha commesse pagherà. Ma al momento non ne ho l'evidenza". E Rocchi alle Iene: "Lavoriamo in una maniera soltanto, per cui non abbiamo grandi problemi. Io sono trasparente con tutti su tutto".