Ganna batte il tempo dall'inizio alla fine. In Duomo più forte anche di una foratura

L'azzurro aveva vinto anche la prima tappa a Torino vestendo la rosa

Ganna batte il tempo dall'inizio alla fine. In Duomo più forte anche di una foratura

Ganna è una garanzia: quando c'è di mezzo il tempo sembra non esserci storia. Sui trenta chilometri piatti da Senago alla città, nessuno ferma il missile di Verbania, se non una foratura nel finale che gli fa perdere una quindicina di secondi, giusto il tempo di un veloce pit stop degno della F.1.

Un inconveniente che non manda in agitazione il campione del mondo, anche se ad un certo punto deve aver tremato nel vedere Remi Cavagna procedere a tutta velocità sui suoi tempi, ma anche per il cronoman più forte di Francia c'è l'imprevisto dietro l'angolo. O meglio, l'angolo o la curva che dir si voglia il transalpino non la vede, e si schianta contro le transenne. E lo stesso succede al quasi cognato Sobrero (fidanzato con sua sorella Carlotta, ndr), che viene frenato da un ingorgo di ammiraglie sulla strada quando sta per concludere la prova.

«Oggi è una giornata eccezionale anche se la sfortuna ha cercato di ostacolarmi ha spiegato l'iridato -. Da un paio di chilometri la bici non andava come volevo, non avevo preso nessuna nota per quella curva e probabilmente ho "pinzato" un tombino e così ho forato. Il cambio della bici è stato velocissimo, anche se all'inizio ho perso qualcosa per agganciare il pedalino. Poi ho temuto di perdere da Cavagna, nella foga ha sbagliato una curva, anche Affini e Sobrero sono stati bravi».

Due Giri vinti su due disputati con i miei capitani: «Mi sento un portafortuna aggiunge il granatiere della Ineos -. Egan ha concluso uno stupendo lavoro di squadra, iniziato fin dalla prima settimana: un anno fa alla fine non mi sentivo stanco, stavolta non è così», dice Ganna, che adesso tirerà il fiato per preparare al meglio i Giochi di Tokyo, dove sarà impegnato col quartetto in pista e, naturalmente, nella crono su strada.

E ancora: «A Egan prima della crono ho detto di divertirsi e di non farsi male, perché altrimenti gliene avrei fatto io di più! La maglia rosa è bellissima, abbiamo fatto tanti sacrifici per Egan e sono felice per questo risultato. All'Alpe di Mera gli ho detto che ero pronto a sacrificare la mia crono, ma che dovevamo portare la maglia rosa a Milano e ce l'abbiamo fatta».

L'ultima riflessione miscela realtà e scaramanzia: «Due Giri fatti due Giri vinti, un primato non indifferente. Non vorrei che adesso mi chiedessero di fare anche il Tour...».

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