Gianluigi Buffon a Tiki Taka: "La Nazionale ha bisogno di me, il futuro? Smettere è come morire..."

Buffon è ospite di Tiki Taka, show condotto da Pierluigi Pardo. Il portiere ha parlato della Nazionale e del suo futuro nel mondo del calcio

Gianluigi Buffon a Tiki Taka: "La Nazionale ha bisogno di me, il futuro? Smettere è come morire..."

"C'è un ciclo di amichevoli delicate che ci aspettano: qualche giocatore esperto può essere molto utile": così Gigi Buffon a Tiki Taka conferma la sua risposta positiva alla chiamata di Di Biagio." Se la Nazionale ha bisogno di te, devi rispondere 'presente'"

Nazionale

Non solo Buffon sottolinea che ha "un forte senso di responsabilità e di attaccamento che nutro ancora verso la Nazionale, soprattutto in questo momento di transizione. C'è un ciclo di amichevoli delicate che ci aspettano: qualche giocatore esperto può essere molto utile. Pensavo di andare in vacanza qualche giorno ma penso che quando la Nazionale ha bisogno di te, bisogna rispondere presenti e non disertare. Da giugno, poi, si faranno altri ragionamenti".

E su Mario Balotelli: "Penso che Mario per quello che sta facendo negli ultimi due anni meriti di essere preso in causa anche per la Nazionale. E’ un grandissimo talento, non ha mai avuto una grande continuità ma la speranza è che sia maturato al masdsimo. Solo in Totti ho visto la stessa potenza e precisione al tiro".

Il ritiro

Ovviamente non poteva mancare la domanda sul ritiro: "Per chi ha vissuto e vive delle emozioni forti del campo, smettere in età di giovane uomo non è semplice, è un pò come una prima morte, un momento scioccante. Sono sicuro che deciderò di fare ciò che sentirò dentro al momento adatto". E ancora: "Cosa farò l’anno prossimo? Ora devo solo concentrarmi su questo finale di stagione. Sono sicuro e sono molto tranquillo su quella che sarà la mia scelta che comunicherò, d’accordo con la società, al momento opportuno. Futuro da dirigente? Ognuno di noi deve seguire la strada che sente dentro. Per chi vive di emozioni così forti come noi calciatori, lo smettere di giocare è come se fosse la ‘prima morte’ che si subisce", come riporta Eurosport.

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