La profezia nera di Galli: "Vi dico cosa farà il Milan". Poi il ricordo più bello

Giovanni Galli, in esclusiva per ilgiornale.it, ha commentato il momento negativo del Milan, ha difeso Stefano Pioli, ha consigliato Gigio Donnarumma e molto altro ancora

La profezia nera di Galli: "Vi dico cosa farà il Milan". Poi il ricordo più bello

Il Milan di Stefano Pioli si gioca tutto in queste ultime cinque giornate di campionato. Dopo aver accarezzato a lungo l'idea di poter vincere lo scudetto, il Diavolo si trova ora al quinto posto con Napoli, Atalanta e Juventus che in questo momento gli sono davanti in classifica. Benevento a San Siro, Juventus e Torino a domicilio, Cagliari in casa e Atalanta in trasferta: è questo il difficile cammino del Milan che vuole tornare in Champions League dopo sette anni di assenza.

In esclusiva per ilgiornale.it, l'ex portiere del Milan Giovanni Galli ha commentato la volata Champions, ha analizzato il momento della squadra di Stefano Pioli, ha toccato il tema Super League, Gigio Donnarumma e molto altro ancora:

Galli, si aspettava un tracollo verticale del Milan nel 2021?

"No, onestamente tutto mi sarei aspettato tranne di assistere a questo ridimensionamento da parte del Milan. Questa è una squadra che ha avuto tante vicessittudini tra infortuni e squalifiche e ora ha perso la sua identità. Il mister ha dovuto fare i miracoli muovendo spesso i giocatori cambiandoli di ruolo e questo può essere che abbia comportato un grande dispendio di energie mentali. Il periodo è negativo e mi dispiace perché il Milan merita la Champions League per quanto fatto vedere in campo ma se fino a un mese fa ne ero convinto oggi guardando stato di forma del Milan, delle altre e il calendario qualche dubbio mi viene".

Si sbilanci: il Milan ce la farà oppure no ad entrare in Champions League?

"Oltre al Benevento, ha tre partite durissime in trasferta contro Juventus, Torino e Atalanta e di mezzo la partita con il Cagliari che deve salvarsi. Il calendario non è agevole ma spero riesca a tornare su di condizione psico-fisica quantomeno per provarci. Vedendo i ritmi su cui stanno viaggiando le altre non sono molto fiducioso che alla fine ce la possa fare, devo essere sincero. Poi io lo spero ma ad oggi non sono molto convinto".

Negli ultimi giorni si sta mettendo in discussione anche la figura di Pioli. Giusto continuare con lui anche senza Champions League?

“Se si deve mettere sempre tutto in discussione ok, però penso che si debba capire il momento, valutare bene la stagione e tutto quello che è successo. Se fino a due mesi fa era l'allenatore dell’anno non è che ora puoi cacciarlo... Penso che lui sia bravo, preparato, un allenatore che sa condividere e coinvolgere i giocatori nel suo progetto. Il momento ora è difficile ma non si può sempre cambiare e rimettere tutto in discussione. Il lavoro che ha fatto è sotto gli occhi di tutti, se poi in società ritengono che valga la pena cambiare ok, ma non penso proprio che siano orientati su questa linea. Ha valorizzato tanti giocatori quasi ai margini come Kessie, Calabria e tanti altri sono stati rivalutati sotto la sua guida e dunque io lo terrei assolutamente".

Il Milan ha forse sbagliato la valutazione sugli attaccanti soprattutto a gennaio?

"Mandzukic è un giocatore di livello assoluto, il Milan e il croato sono stati sfortunati. Quando hanno preso Mandzukic tutti hanno detto che era un ottimo acquisto e che si sarebbe puntato allo scudetto con ancora più convinzione, poi le cose sono andate in altra maniera ma per colpa della sfortuna. Facile parlare con il senno del poi...".

Capitolo Donnarumma: è una bella patata bollente per il Milan. Come gestirla?

"Non so come potrà gestire questa cosa la società ma credo che il giocatore abbia dichiarato in ogni sede il suo amore per il Milan ma fermo restando gli interessi economici del procuratore io sono del parere che toccherà a lui fare l'ultima scelta. Io fossi nel ragazzo rimarrei al Milan perché sei l’idolo dei tifosi, il capitano, tutti ti vogliono bene, puoi continuare la tua crescita e diventare una bandiera. Se vai altrove e investono su di te e poi fai qualche errore ti criticano, magari al Milan non è così. Deve essere il ragazzo a decidere e non l’agente, alla fine è sua la carriera e deve decidere lui se restare o andare via. Mi auguro per lui e per il Milan che alla fine resti"

E se Donnarmma andasse alla Juventus?

“Non lo so, io ci farei un pensiero fossi la Juventus ma non penso che sia questo il reale problema della Juventus in questo momento (sorride; ndr). Szczesny è ottimo portiere e non penso che Donnarumma ti porterebbe più punti di quanti te ne fa fare il polacco...Dunque io fossi la Juventus resterei così"

La Super League si è rivelata un buco nell'acqua, per ora: lei come si pone di fronte a questa innovazione?

“Non mi piace come è stata proposta. Gli interessi economici in ballo sono tanti e probabilmente ci ritenteranno con modi diversi e formule diverse ma ripeto, non mi convince così come l’hanno presentata. Ad esempio ci sono squadre come Tottenham ed Arsenal che non hanno mai vinto la Champions, il City forse la vincerà quest'anno ma per ora è a quota 0, perché loro sì e altri club no? Così io la boccio"

Lei ha giocato e vinto tanto al Milan: qual è il suo ricordo più bello?

"Fortunatamente ce ne sono stati tant (ride; ndr). Forse il più bello è stati il primo scudetto perché non avevo mai vinto niente da protagonista.

Poi ci rimasi male perché a fine campionato non ci fu una coppa come oggi ma solo una stretta di mano (sorride; ndr). Quando abbiamo vinto la Champions, invece, davanti a 95000 tifosi avevamo il trofeo da poter esibire e lì fu tanta roba davvero. I ricordi con la maglia del Milan però sono praticamente tutti o quasi positivi".

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