Al Giro è scoppiata la bolla. Ma il genio di Sagan lo salva

Kruijswijk e Matthews positivi. Due squadre vanno a casa. La corsa perde i pezzi, ma l'impresa dello slovacco la rialza

E meno male che c'è Peter Sagan, questo folletto che ha il potere di risollevare il morale alla truppa di un Giro che ieri mattina si è risvegliata con il morale sotto i pedali.

C'era da aspettarselo dopo i tamponi molecolari di prassi, in conformità con il protocollo sanitario del Giro d'Italia, sviluppato in accordo con l'Uci e in linea con le misure di contenimento dettate dal Ministero della Salute: ecco due nuovi corridori positivi al Covid. Uno del team Jumbo-Visma e l'altro della Sunweb: Steven Kruijswijk e Michael Matthews. La Mitchelton Scott ha deciso di lasciare il Giro d'Italia dopo essersi confrontata con Rcs Sport (oltre a Simon Yates la scorsa settimana, altri quattro positivi). E lo stesso ha fatto la Jumbo Visma, la formazione di Kruijswijk, con Mauro Vegni, il direttore del Giro, che però non ha affatto gradito affatto la fuga del team olandese. Se è per questo ha gradito ancor meno le dichiarazioni che Jos Van Emden, compagno di squadra di Kruijswijk, ha rilasciato a The cycling Podcasts. «Sin dai primi hotel erano presenti persone che non facevano parte della bolla. Dieci squadre in due alberghi con altri ospiti è stato senza dubbio un errore», ha denunciato il corridore. La reazione di Mauro Vegni non si è fatta attendere: «Non mi aspettavo la scelta della Jumbo Visma (solo un positivo in squadra, ndr). Ho letto il loro comunicato, non voglio fare polemiche, ma ne riparleremo». Infine un invito ai tifosi. «Il comportamento responsabile dei tifosi è fondamentale. Se volete bene a questo sport, dovete aiutarci: tenete sempre la mascherina!».

Tira brutta aria al Giro, ed è pure gelida. Se è per questo oltre al problema Covid c'è anche quello del maltempo, che mette in forse il programma originale di tutta la terza settimana. Per il momento, però, il problema è andare avanti, cercando di rispettare bolle e protocolli. E in questo clima tutt'altro che di festa, ieri mattina il Giro è ripartito. Poi, come spesso accade, ci mettono del loro i corridori, inventandosi tappe pazzesche che meriterebbero ben altra narrazione, se non ci fosse la cronaca ad incalzare. Ci pensa soprattutto lui, Peter Sagan, a vincere con un numero di alta scuola la decima tappa (Lanciano-Tortoreto Lido, 177 km) di questo Giro.

All'esordio nella corsa rosa, il tri-campione del mondo conquista la sua prima vittoria rosa (12 tappe al Tour, 4 alla Vuelta, 1 al Giro) con un attacco pazzesco in salita, respingendo di fatto le velleità di successo di Pello Bilbao, il quale, tutto solo, aveva lasciato il gruppo maglia rosa per arrivare a non più di cento metri dallo slovacco.

Una gioia (la numero 114 in carriera) quella di Sagan, che gli mancava dal 10 luglio 2019, quinta tappa del Tour (Colmar). Secondo McNulty, terzo la maglia rosa Almeida che ancora una volta ha dimostrato di non essere lì per caso. A 1'15" dai primi Fuglsang, sfortunato nel finale (foratura). Nibali conclude nel gruppo Almeida: per ora va benissimo così.

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