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Hanno vinto tutte, ko solo la Juve. Speriamo cresca il piccolo Elkann

Il calcio è bellissimo perché è vario ma anche avariato, soprattutto a Torino. Un punto in due partite casalinghe contro una retrocessa ed un'altra appena salvatasi, significano che il destino è cinico ma non bara

Hanno vinto tutte, ko solo la Juve. Speriamo cresca  il piccolo Elkann
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Hanno vinto tutte. Ha perso soltanto la Juventus. Il calcio è bellissimo perché è vario ma anche avariato, soprattutto a Torino. Un punto in due partite casalinghe contro una retrocessa ed un'altra appena salvatasi, significano che il destino è cinico ma non bara, la Juventus ha difetti prima congeniti e poi cronici, ha calciatori di categoria inferiore, ha una società inesistente a livello politico, ha un Ad che ha fallito in qualunque operazione e che, dovrebbe saperlo il suo datore di lavoro John Elkann, ha delegato ad un service esterno lo scouting con risultati manifesti, tutti gli acquisti di Comolli sono stati bocciati da Spalletti, delle due l'una: o il francese rassegna le dimissioni, cosa che non farà da manzoniano don Abbondio, o sarà Elkann ad intervenire, come ha saputo fare con Scanavino. Si sussurra di una crescita nei ruoli dirigenziali di Oceano Noah Elkann, il secondogenito è sempre più presente all'interno del club, ha passione forte e vera per la squadra, la scelta avrebbe un significato simbolico e, di certo, da diciottenne, avrebbe bisogno di un supporto di esperienza; per una società quotata in borsa e con la tradizione bianconera, le responsabilità di un Ad, che non parla l'italiano e si è circondato di consiglieri anch'essi lontani dalla nostra lingua, una volta per tutte vanno messe sul tavolo.

È singolare che le squadre allenate in precedenza da Spalletti siano in champions, Inter, Napoli e con ogni probabilità Roma, l'ultima giornata consegnerà verdetto definitivo ma i meriti dei giallorossi sono evidenti, il Napoli si è ripreso da mille contrattempi, l'Inter ha ribadito la propria superiorità, il Como è la sorpresa di grande richiamo. Tra una settimana si saprà tutto, su Europa e retrocessione. E anche sul futuro della Juventus. Non soltanto in campo.

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