I fischi per Agnelli e la Juventus confusa

Si parla di giovani ma Di Maria e Pogba sono a un passo. E si pensa a Perisic

I fischi per Agnelli e la Juventus confusa

Mai era accaduto, nella storia secolare della Juventus, che un membro della famiglia Agnelli, addirittura il presidente, venisse fischiato dai tifosi, allo stadio, come si dice davanti a spalti gremiti al limite della capienza, proprio nella sera di una festa che celebrava il ritiro di un capitano, Giorgio Chiellini e, con lui, l'addio alla maglia bianconera di un altro idolo, Paulo Dybala. E' accaduto e nemmeno imprevedibilmente, quando il volto di Andrea Agnelli è apparso sullo lo schermo gigante dello stadio e quei fischi hanno coperto la gioia malinconica, è un ossimoro voluto, di una notte già arrugginita, nel risultato, dal pareggio contro la Lazio. Una parte del popolo bianconero non ha accettato il trattamento riservato all'argentino, soprattutto la gestione della vicenda contrattuale, trascinata a lungo e poi buttata in piazza, così come ha malissimo digerito le parole affettuose che il presidente, in occasione dell'evento organizzato da Il Foglio, ha rivolto all'Inter: «Le voglio bene». Coriandoli bagnati di una serata che poteva essere diversa anche nel saluto a Dybala, per nulla allestito dalla società ma creato sul momento da Bonucci e Chiellini. È questa la realtà di una Juventus diversa nei comportamenti, negli atteggiamenti, nelle scelte. Lo stesso Andrea Agnelli al Foglio, aveva spiegato che la rinuncia a Dybala rispondeva a una politica di ringiovanimento, la stessa che coinvolge Vlahovic, De Ligt, Locatelli e Chiesa mentre all'argentino, che va a ventinove anni, non si poteva proporre una offerta salariale non in linea con la qualità e il talento dello stesso. Ora radio mercato lancia cognomi in controtendenza con le parole del presidente, Pogba, Di Maria, Perisic sfiorano quota 100. I primi due sarebbero a un passo secondo rumors torinesi.

C'è un fotogramma che segna lo stato dell'essere: Vlahovic e Dybala, seduti sul prato dell'Allianz vuoto, due compagni di squadra anche amici a rappresentare il passato e il futuro. Ma il presente? Chi lo garantisce con le competenze indispensabili in un mondo di piranhas? Cherubini? Arrivabene? Nedved? Agnelli? Allegri? Tutti assieme, ma tenendo presente i soldi in cassa, senza voli di fantasia, Milinkovic Savic su tutti. Sarebbe un uomo da svolta accanto al suo compatriota Dusan ma Lotito non vende se non ai prezzi lotitiani.

Restano quei fischi dello stadio, per un Agnelli che ha portato nove scudetti, ha rilanciato il club ma, alla fine, si è dovuto accontentare ancora del quarto posto, spacciandolo come obiettivo raggiunto, condizionato da un bilancio che non permette sogni fantastici e nemmeno sonni tranquilli.

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