Quel che Rabiot (e Saelemaekers) crea, Maignan conserva. Il miglior Como degli ultimi tempi (10 punti nelle ultime 4) prima sbatte contro il muro del portierone francese e poi si arrende alle giocate di Leao e alle stoccate strepitose del prediletto di Allegri consegnandosi alla prima sconfitta domestica della stagione. Quello del Milan è un urlo nella notte gelida sul lago di Como: dietro l'Inter, ci sono anche i rossoneri, a tre lunghezze di distanza in classifica. Saranno messi sotto processo per la qualità del loro calcio ma ancora una volta emerge una realtà che soltanto i pisquani non colgono: non esiste una sola via al successo nel calcio. È proprio come è stata presentata questa sfida: il Como che prenota palla e comando del gioco, il Milan che si difende con inedito disegno tattico (4-4-2), senza però centrare l'obiettivo. Perché al primo tentativo il Como passa davanti con uno schema mandato a memoria (così fece gol alla Juve): angolo offerto a Baturina il cui cross trova la testa del tedesco Kempf salito al primo piano rispetto a Fofana. È l'incipit di una serata di grande sofferenza per i rossoneri che Allegri ridisegna tatticamente (4-3-3) per cambiare l'inerzia. E invece comanda sempre il Como che sfiora due volte il raddoppio: prima con Nico Paz dal limite, poi con l'arrivo di Da Cunha in area piccola. In entrambe le occasioni si oppone un gigantesco Maignan. Prima del gong il fulmine a ciel sereno: da una palla conquistata da Saelemaekers (su Vojvoda) nasce il blitz di Rabiot affrontato e fatto saltare in aria da Kempf. Rigore senza esitazione di Guida, idem di Allegri che affida il compito a Nkunku invece che a Leao che lo reclamava. La stilettata del francese (4° sigillo), anche se centrale, passa sotto il costato di Butez.
Nella ripresa sembra un duello rusticano tra Nico Paz e Mike Maignan: uno si esercita con un paio di sinistri velenosi, il portiere rossonero si oppone in tuffo al primo, viene aiutato dallo spigolo della traversa. Nel frattempo c'è il secondo blitz del Milan promosso dal solito Saelemaekers, perfezionato da Leao con uno scavetto che mette Rabiot davanti alla porta: il sinistro del francese non offre scampo a Butez. Il Como subisce il colpo basso ma non si rassegna e i cambi di Fabregas provano a rianimare il gruppo. Allegri si allaccia le cinture di sicurezza: dentro due centrocampisti (Ricci più Loftus Cheek) dopo l'arrivo di Fullkrug che resta l'unico attaccante circondato dalla difesa di casa.
Nell'ultimo tratto, quello del Como diventa un autentico assedio con il contributo delle ultime risorse disponibili sulla panchina. Appena si libera dalla morsa, Rabiot mette il punto esclamativo sulla sua serata e firma il secondo squillo personale con un sinistro perfido dal limite.