Marotta dice che con il Double può cominciare un altro ciclo, ma Marotta sa che il ciclo dell'Inter, per lo meno della sua Inter, in realtà non è mai finito. Comincia con Spalletti, che riporta la squadra in Champions, continua con Conte (la prima scelta di Marotta), che il secondo anno vince lo scudetto, ma già nel primo arriva alla finale di Europa League, si sublima nei 4 anni di Inzaghi (strappato in una notte a Lotito, dopo il voltafaccia di Conte), un solo scudetto, ma altre 5 coppe e soprattutto 2 finali di Champions, che vogliono dire tanti soldi e hanno contribuito al risanamento dei conti, fino al Double di Chivu, che a pensarci bene è anche il Triplete dello stesso Marotta: scudetto e Coppa Italia, più la scommessa vinta per avere puntato su un allenatore che aveva solo 13 partite in A, che non era la prima scelta, ma che strada facendo lo è diventato.
Nove trofei nazionali dal 2020 in avanti, equamente divisi fra scudetti, coppe Italia e Supercoppe, più 3 finali internazionali, con 3 allenatori differenti e 2 proprietà: se non è un ciclo questo, cosa è un ciclo? Nello stesso periodo, per dire, il Milan uno scudetto e una Supercoppa in questi stessi anni batte l'Inter solo nel numero degli allenatori che si sono seduti in panchina: 5 da Giampaolo ad Allegri, e chissà se il conto non si allarghi. Da Spalletti a Chivu, che nella notte del Double, insieme con la dedica alla moglie Adelina, ha ricordato anche lo scudetto Primavera 2022, quello vinto con Casadei e Fabbian (non Pio, che arrivò in squadra l'anno dopo). "Nessuno ne parla, ma io ci sono legato". Non fa statistica, ma impreziosisce il curriculum, mentre a impreziosire la maglia nerazzurra potrebbe esserci l'anno prossimo la stella d'argento per la decima Coppa Italia vinta. Deciderà il marketing. Da Spalletti a Chivu vale per Lautaro e per De Vrij, gli unici che sono arrivati all'Inter prima di Marotta. Ci sarebbe da contare anche Bastoni, acquistato nel 2017, ma arrivato ad Appiano Gentile solo 2 anni dopo. Tutto il resto l'ha fatto Marotta, da Barella e Darmian (e con questi 5 si chiude il club di quelli delle 9 coppe) fino agli acquisti della scorsa estate, la prima senza l'obbligo di vendere.
Ieri e oggi riposo per la squadra e lavoro per chi deve organizzare la sfilata di domenica, da San Siro in tour per la città. La nuova Inter è già in cantiere. "Ci ringiovaniremo, ma solo con i giovani non si vince", ripete spesso Marotta. Per questo, due come De Vrij e Mkhitaryan potrebbero restare, decidono loro. Il ciclo continua.