Inter, per Conte la festa è già finita se non c'è futuro

Il vice Stellini: "Restare? Deve decidere la società. Per allenatore top serve un progetto top"

Inter, per Conte la festa è già finita se non c'è futuro

Il futuro è oggi, ieri l'ultima festa. La più grande, con l'Udinese malcapitata ospite. La partita finisce 5-1 e conta solo per le statistiche: 16esima vittoria consecutiva in casa, 17 marcatori differenti in 38 partite (l'ultimo è Young), miglior difesa del campionato, tutti e 19 gli avversari battuti almeno una volta tra andata e ritorno, tutti i giocatori in rosa in campo almeno una volta nella stagione scudetto (l'ultimo è Padelli). Insomma: la festa dei numeri prima di quella sul campo, esplosa quando capitan Handanovic ha alzato la coppa dello scudetto davanti a 1.000 tifosi privilegiati (parenti, sponsor, amici del club) ma con almeno altri 10 mila sistemati all'esterno e capaci di farsi sentire per l'intera partita. Per loro, la passerella finale dei campioni, con la coppa mostrata da una delle torri dello stadio. Petardi e cori, fumogeni e mascherine: sperando che sia l'ultima volta di una festa in remoto.

Il futuro è oggi perché anche ieri Conte ha dribblato le domande per evitare risposte che ancora non può dare parlando solo alla tv di casa: «Dedico questo successo a me stesso». Di più avrebbe potuto fare il presidente Zhang, almeno lui i programmi dovrebbe conoscerli, ma niente: solo applausi a squadra e club per il traguardo voluto e raggiunto, nessun cenno a quel che sarà. Così è il vice allenatore Stellini, ancora una volta promosso ai microfoni post-partita, a chiarire le posizioni in campo. «Il progetto lo crea la società. Per noi si può continuare, la società deve decidere cosa fare con il suo allenatore. Se hai un allenatore top, il progetto deve essere di alto livello»: parole di Cristian Stellini, ma musica senza dubbio di Antonio Conte. E in sostanza è quello che il tecnico ha già detto a Marotta e Marotta a Zhang. E allora perché di questo progetto ancora non si sa nulla?

In un mondo normale, tutto potrebbe essere stato creato per l'annuncio non solo di un sì, ma addirittura di un prolungamento del contratto. Ma ormai questo non è più un mondo normale epperciò dietro potrebbe anche non esserci un bluff e magari Conte e l'Inter italiana rompono davvero con la proprietà cinese. «Sono ottimista, sarà presa la decisione migliore per il bene dell'Inter e anche dei professionisti che ci lavorano», chiosa Beppe Marotta, chiarendo in verità molto poco. «Anche noi siamo super ottimisti, perché abbiamo creato quel che volevamo: una squadra vincente in Italia e con i presupposti per emergere anche in Europa. Ma continuare non dipende solo da noi, è la società che deve decidere»: l'epitaffio di Stellini-Conte alla domenica della festa.