Inter, mantra-scudetto. Tenere la testa bassa e non perdere colpi

Archiviata l'impresa con la Juve, ora Conte vuole conferme: "Serve sempre quello spirito"

Prima la vittoria e la grande festa, poi una settimana di complimenti. Roba da far girare la testa, come i pronostici che danno l'Inter favorita scudetto, per aver battuto la Juventus, ma non solo. Dimenticati la sconfitta di Genova, il pareggio di Roma, cancellata l'eliminazione europea, ormai letta solo come vantaggio nella corsa tricolore. All'improvviso è spuntata l'Inter di Conte, attesa da un anno e mezzo. Nessuno che si chieda davvero quanto è stata grande l'Inter o quanto piccola è stata nell'occasione la Juventus. Da oggi arrivano le risposte (Udinese-Inter, ore 18, contemporaneamente a Milan-Atalanta) e Conte sa bene che i cantori del momento, al primo scivolone, rapidissimi tornerebbero censori.

Il Milan è 3 punti avanti, il Milan si rafforza come nessun altro, ma al Milan sembra non credere nessuno. E forse non ci crede tanto nemmeno Conte, se alla vigilia del... ritorno sulla terra, parla di «Sette squadre che possono giocarsi scudetto e posti Champions», cancellando in una frase i 12 punti che dividono il Milan primo dalla Lazio settima. Forse un po' troppo, ma è dialettica da allenatori, dispensatori di fumo.

Udine non è tappa semplice, ma l'Inter è lanciata e non vuole fermarsi. «Lo spirito dovrà essere quello che ci ha permesso di battere la Juventus», sintetizza il tecnico nerazzurro. A Udine hanno già vinto Milan, Napoli e Roma: non farlo, avrebbe per l'Inter l'effetto di una rumorosa frenata. Di fronte, Lasagna all'ultimo passo in Friuli, ma soprattutto Musso e De Paul, da tempo nel mirino dell'Inter. Il primo per la pesante eredità di Handanovic, il secondo tra i preferiti di Conte per un rinforzo immediato. E invece difficilmente se ne farà qualcosa: non è tempo, non è aria, i soldi sono finiti e l'Inter aspetta i nuovi padroni, o almeno i nuovi finanziatori.

Conte non dice nulla del mercato del Milan, c'è da scommettere che si giocherà l'argomento alla vigilia del derby di Coppa Italia, al quale per il momento dice di non voler pensare e del resto ne dà ampia dimostrazione presentando contro l'Udinese la stessa squadra che ha battuto la Juventus, ovvero la sua squadra. Con Lukau e Martinez ovviamente in attacco e alla ricerca di un gol che manca a entrambi da 3 partite, come mai successo nell'anno e mezzo giocato insieme in nerazzurro. «Da sempre nelle mie squadre non segnano solo le punte. Anche l'anno scorso siamo stati tra quelli con più marcatori differenti», minimizza Conte.

Un po' di turnover, poco davvero c'è da credere, arriverà martedì in Coppa Italia, importante sì, ma certamente in secondo piano rispetto al campionato. Peccato solo, rimuginano Conte e Pioli, che sia il derby a dire chi andrà avanti, ché ogni altra eliminazione farebbe meno male.

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