La forza della rosa, che poi è la forza rinnovata dell'attacco. Quello che in un anno è passato da Arnautovic, Taremi e Correa a Pio Esposito e Bonny. Potrebbe bastare questo per spiegare l'allungo dell'Inter in testa alla classifica. Però c'è dell'altro ed è il lavoro profondo che Chivu ha fatto sul tessuto nerazzurro, rivitalizzandolo dopo il traumatico finale della scorsa stagione. Psicologico prima ancora che tattico, perché la sua Inter non è poi tanto differente da quella di Inzaghi. E allora ecco vigilie senza ritiri, riposi inusuali come quello prima del Lecce, cameratismo negli spogliatoi e a bordo calmo, la grande empatia con un gruppo già formato.
Tutto sta funzionando al meglio e poco conta che l'Inter abbia perso 4 volte nel girone di andata, senza mai battere le rivali più forti. Intanto perché 3 di quelle sconfitte risalgono alle prime 8 giornate di campionato (da fine ottobre in avanti, 12 partite, l'unica sconfitta è quella del derby), poi perché nel calcio dei 3 punti, 2 pareggi fanno più danni di una sconfitta, come sanno bene il Milan e da ultimo anche il Napoli. L'Inter che non vince gli scontri diretti, ha battuto invece tutte le squadre che in classifica sono dal quinto posto in giù, eccezion fatta per l'Udinese (vincitrice a San Siro a inizio settembre), cui Chivu andrà a fare visita sabato pomeriggio. L'occasione per completare il filotto, oltreché tenere a distanza di sicurezza la concorrenza.
Mercoledì sera contro il Lecce, già pensando anche all'imminente ripresa della Champions League (martedì a San Siro c'è l'Arsenal capolista in Premier, una sfida che va oltre la partita), Chivu ha lasciato in partenza a riposo Lautaro, Dimarco, Bisseck e Luis Henrique, che non è un titolare ma veniva da 10 partite consecutive. L'assenza di Calhanoglu sarà pesante, perché in squadra nessuno è come lui, nemmeno Zielinski che l'ha sostituito nel ruolo e che Chivu ha completamente recuperato alla causa, dopo una stagione ricca più di problemi che di soddisfazioni. Dumfries per tornare ne avrà almeno ancora per un mese, e chissà poi quante partite serviranno per riaverlo al meglio della condizione. In autunno si era fermato Thuram. Acerbi avverte con gli acciacchi il peso dell'età. Gl'infortuni sono un grave danno, ma ad altri è andata peggio.
La forza dell'organico concede a Chivu qualche certezza in più. L'anno scorso, arrivando in fondo quasi a tutto, l'Inter crollò sul traguardo: con Lautaro e Thuram praticamente fuorigioco nell'ultimo mese. Ecco, con Pio Esposito e Bonny non dovrebbe più succedere.