Si potrebbe pensare che si tratti di Intelligenza Artificiale. Un grande meme, un insieme di immagini e di parole nel finto teatro del calcio italiano. Invece è tutto vero, i personaggi sono esistenti, i loro comportamenti reali, la questione Commissario Tecnico della nazionale Italiana di calcio è effettiva, se ne parla dovunque, nei peggiori bar e nelle istituzioni, intervengono i politici, si pronunciano le vecchie glorie, anche l’ambasciatore di Russia a Roma esprime solidarietà ad Andrea Pirlo, trattato come una spia al servizio di Putin. I suoi mandanti, Maldini e Leonardo, spontaneamente costretti, hanno salutato il Palazzo, il quadro si fa sempre più stravagante. Il fatto marginale, la designazione di un allenatore, pur esso della squadra più importante, si è trasformato in una saga leggendaria con risvolti da Totò e Peppino, la ricerca dell’Uomo giusto è scivolata nell’Uomo qualunque, gli addetti hanno sfogliato l’album delle fotografie, come un casting di attori e attrici, ogni giorno individuando il profilo migliore, se faceva parte del cerchio (di centrocampo) magico, meglio. I tedeschi hanno scelto il nuovo selezionatore in minuti due, noi, fedeli all’aforisma di Flaiano, abbiamo ribadito che la linea più breve fra due punti è l’arabesco. La vicenda andava risolta nel momento stesso in cui si era deciso di licenziare Gattuso ma l’ipocrisia aveva concesso a Silvio Baldini la falsa gloria. Poi i don Abbondio sono tornati in campo, il neopresidente federale si è accorto che il Foro Italico era Disneyland, via Allegri è il caos, una cosa è gestire lo sport un’altra il calcio dove tutti sono cittì: politici, opinionisti, zatteranti del pensiero e della parola, l’ultimo ha ragione. Il calcio ha bisogno di competenze precise, è una azienda che necessita di manager determinati, cinici amministratori delegati e non figure prestigiose per nulla abituate a prendere provvedimenti anche drastici, l’incertezza nella nomina dell’allenatore è il risultato di una visione legata ai corridoi e alle amicizie.
Malagò ha sbagliato uomini, forse ha sbagliato a pensare ad una avventura comoda e romana, il festival degli ipocriti prosegue, qualunque sia e sarà il prescelto, egli verrà accolto tra risate e quasi compassione. Se l’Italia non si è qualificata alla fase finale del mondiale per tre edizioni consecutive, non è stato un caso o un colpo di sfortuna, se anche Ancelotti e Guardiola hanno rifiutato l’assunzione questo significa che non siamo l’isola del desiderio ma un resort fatiscente, se Maldini e Leonardo hanno mollato, significa che c’è altro da fare, mi auguro che altro non sia peggiore. I fogli stranieri si occupano del calcio italiano che non ha più grandi talenti, non riesce a trovare nemmeno un allenatore per la squadra nazionale e conta più dimissioni ed esoneri che assunzioni. Ci siamo fatti riconoscere un’altra volta. Tranquilli, tra un mese, forse basterà una settimana, sarà tutto dimenticato, c’è il mercato, parte la serie A, si torna a giocare davanti a spalti gremiti, palla al centro e via con le scommesse. Occhio, non quelle russe. Dasvidania.
