Juric, ex e genero. "Arbitra" il Verona

Ospite del Genoa che si gioca la A col Lecce (che teme legami Hellas-Grifone)

Il veleno della coda. Incroci pericolosi nell'ultimo turno di Serie A, che dovrà decretare chi tra Genoa e Lecce retrocederà insieme a Brescia e Spal. I pugliesi devono obbligatoriamente battere in casa il Parma e sperare che il Genoa, avanti di una lunghezza in classifica, non faccia altrettanto con il Verona. Qualsiasi altro risultato, infatti, premierebbe i liguri che, in caso di arrivo a pari punti, manterrebbero la categoria (scontri diretti favorevoli).

Dal patron dei salentini Sticchi Damiani nei giorni scorsi non sono mancati i cattivi pensieri verso la sfida di Marassi: «Genoa-Verona? Ci sono degli intrecci, ma mi piace pensare che le partite saranno regolari». Tradotto: teme un successo del Grifone scontato, dato che il Verona è senza obiettivi. Classici quanto maliziosi retropensieri da ultima giornata del calcio italiano. D'altronde nell'Hellas militano ben 5 ex genoani (Gunter, Bocchetti, Lazovic, Veloso e Salcedo) senza dimenticare il timoniere Ivan Juric. Il croato è stato un pilastro del Genoa targato Gasperini da calciatore, mentre da tecnico ha allenato a più riprese il club. Tre volte preso e altrettante esonerato dal vulcanico Preziosi. Tra i due l'ultima volta sono volati gli stracci. Un addio mai digerito da Juric, che potrebbe prendersi oggi una rivincita col Verona rivelazione. Battere il suo Genoa (9 anni in rossoblu) e spedire in B quel presidente che non ha mai realmente creduto in lui.

Desiderio di rivalsa che accomuna anche Gunter e Lazovic, scaricati dal Grifone l'anno scorso a cuor leggero e rinati al Bentegodi. Da esuberi a pilastri, il passo è stato breve per entrambi. Con tanto di scuse degli ultras scaligeri al presidente Setti, contestato a inizio stagione per «aver preso solo gli scarti del Genoa sul mercato». Discorso decisamente diverso per Miguel Veloso. Il regista portoghese è uno dei leader del rampante Hellas, ma al tempo stesso è il genero di Preziosi avendo sposato Paola, la figlia del patron che l'ha reso padre due volte. L'ex Sporting a Genova era finito nel mirino della tifoseria che, per contestare Preziosi, bersagliava di fischi il genero. Gli ingredienti per una faida familiare ci sono tutti. Così come i presupposti per chi teme un Verona dimesso viste le infiltrazioni genoane. Ecco perché - si è vociferato nei giorni scorsi - che Juric potesse escludere dai titolari Veloso. Con la cultura del sospetto tipicamente nostrana meglio forse evitare di dare appigli ai malpensanti. Detto ciò da Verona hanno spazzato via ogni malignità, ribadendo di voler chiudere la stagione con un successo. A suonare la carica proprio Juric, che per stimolare i suoi ragazzi ha messo nel mirino l'8° posto del Sassuolo: «Sarebbe come vincere lo scudetto dei poveri. A Genova faremo una partita seria». Parole accolte con piacere a Lecce e che hanno rasserenato un po' il clima. Si salvi chi può.

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