Sull'orlo di una crisi di nervi. O quasi. Perché la Juventus battuta in casa dal Como intravede lo spettro del fallimento sportivo. E, con esso, minori introiti che erano stati dati quasi per scontati: se mercoledì i bianconeri dovessero terminare la loro corsa in Champions League, le casse societarie dovrebbero per esempio fare a meno degli 11 milioni di euro previsti dall'Uefa. E se poi la squadra dovesse fallire la qualificazione alla prossima edizione della manifestazione regina, anche il bonus partecipazione superiore ai 18 milioni (più di quattro volte tanto quello dell'Europa League) andrebbe a farsi benedire: con esso, anche i contributi degli sponsor sarebbero ridotti e gli stessi introiti del botteghino andrebbero rivisti al ribasso.
Insomma: la Juve non vive giorni sereni e del resto non potrebbe essere diversamente, stante la situazione che si è creata. Che è incerta a tutti i livelli: Spalletti, che ha un filo diretto con John Elkann e che fino a pochi giorni fa aveva certamente ridestato una creatura anonima e depressa, ha per esempio il contratto in scadenza il prossimo giugno e non è certo del rinnovo pur se nessuno può onestamente imputargli chissà cosa essendo arrivato in corso d'opera e non avendo ricevuto chissà quali rinforzi nel mercato di gennaio. Sotto accusa ci sarebbe semmai la dirigenza che ha allestito l'attuale gruppo di giocatori senza aggiungere un grammo di qualità rispetto agli anni passati: Comolli in primis, ma anche il ds Modesto che comunque è sbarcato a Torino a metà luglio e del quale non si ricordano chissà quali intuizioni.
In mezzo a tutto ciò, la squadra è attesa da due partite a dir poco insidiose: mercoledì sera arriverà allo Stadium il Galatasaray, vincitore 5-2 all'andata e che ha quindi già un piede e trequarti negli ottavi di Champions.
Poi, domenica sera, Locatelli e compagni renderanno visita alla Roma in uno scontro diretto che più diretto non si può nella rincorsa al quarto posto: tenuto conto che Yildiz e Bremer non stanno benissimo, che Vlahovic non sarà ancora disponibile e che la difesa ha ripreso a imbarcare acqua (15 reti subite nelle ultime cinque gare), le premesse non sono delle migliori.