La Juve fa i conti per far felice Conte

Marotta e Nedved tengono il tecnico sulle spine: "Bisogna vedere che possibilità economiche avremo"

Parola alla proprietà. Lo ha chiesto Antonio Conte: «Voglio chiarezza, per capire quali traguardi potremo raggiungere nel prossimo futuro». Lo ha ribadito Marotta: «Dovremo coniugare le disponibilità economiche con le nostre idee». E lo ha confermato Nedved: «Bisogna vedere quali saranno le possibilità economiche per poter investire. Di conseguenza, vedremo quali obiettivi porci: siamo però consapevoli che la Juve è nata solamente per vincere». Cosa che ultimamente le riesce piuttosto bene, almeno in Italia e comunque anche fuori dai confini perché vale la pena ricordare che il rapporto della Signora con la Coppa dei Campioni prima e la Champions League poi è sempre stato piuttosto travagliato. E' insomma giusto che Conte chieda rinforzi ma, bacheca alla mano, non è che accontentando il proprio allenatore in tutto e per tutto le garanzie di alzare la coppa dalle grandi orecchie siano assolute. Il tecnico salentino vuole garanzie per non andare a sfidare le big con le pistole ad acqua: «Su Ibrahimovic mi sono già espresso una volta - ha aggiunto Nedved - così come su Cavani e altri giocatori. Ma bisogna vedere cosa voglia fare la proprietà».

E allora si torna all'inizio del girotondo. Con Agnelli e/o John Elkann che in tempi rapidi si esporranno, probabilmente dopo avere rassicurato Conte le cui esternazioni però rischiano anche di non essere state troppo apprezzate ai piani alti: non si arriverà quasi certamente alla rottura stile Del Piero, però un po' più di sangue freddo a cavallo della festa scudetto sarebbe stato apprezzato. Dopo di che, partendo dal presupposto che «la qualità è sempre migliorabile», come ha detto ieri Marotta a Radio anch'io Sport, la Juve andrà sul mercato con quell'obiettivo. Resta semmai da capire se anticipando gli investimenti, pur senza raggiungere ancora il pareggio di bilancio al prossimo 30 giugno, o se rimanendo fedele al proprio piano originario che prevedeva uno scatto dal punto di vista delle spese solo nell'estate 2014. «Il Bayern è un modello difficilmente raggiungibile, anche perché c'è una società fortissima con un budget doppio rispetto al nostro - ha aggiunto Marotta -. Noi abbiamo costruito un modello tutto nostro, basato sul lavoro collettivo e non sul top player».

Alla Juve “socialista” si cercherà comunque di migliorare il look: in attacco Higuain (non il numero uno per Conte, ma il Real Madrid ha già aperto), Jovetic e Suarez sono i primi obiettivi, vuoi per il valore effettivo dei giocatori e vuoi perché tutti e tre non paiono così irraggiungibili dal punto di vista economico a patto che si decida di mettere sul piatto 25 milioni cash. Per il giocatore della Fiorentina potrebbero anche bastarne meno, se Della Valle accettasse di inserire nella trattativa uno tra Matri e Quagliarella: quanto agli stipendi - ovvero la voce che rappresenta l'ostacolo maggiore al ritorno di Ibrahimovic, per il momento escluso da Marotta - paiono tutti alla portata ma evidentemente bisognerebbe spingersi fino ai 5 milioni annui. Piuttosto, meglio non escludere che il restyling del reparto offensivo sia globale: se davvero Vucinic avesse mercato in Inghilterra (Manchester United) e l'offerta fosse vicina ai 25 milioni, la Juve penserebbe a un reparto tutto nuovo, magari ipotizzando anche un ritorno al 4-3-3 e a giocatori come Sanchez e Nani. Altre partenze eccellenti non dovrebbero esserci, anche se per Vidal e Marchisio le offerte non mancherebbero nel caso in cui venissero messi sul mercato. Discorso diverso invece per Lichtsteiner, De Ceglie e Isla, la cui posizione andrà ridiscussa con l'Udinese.

Tutto questo, sulla carta. In attesa che Conte e la proprietà si chiariscano: ieri non pare l'abbiano fatto. E oggi, vigilia del match di Bergamo, il tecnico non dirà nulla: davanti a taccuini e microfoni, Angelo Alessio e Massimo Carrera.

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