Juventus, i numeri smascherano le "scuse" di Pirlo

Sono finiti gli alibi per una squadra che contro il Verona ha evidenziato tutti i limiti del tecnico

Il tempo stringe, adesso sì. E gli alibi sono finiti, come le scuse. Perché se sei la Juventus e hai un monte ingaggi di 236 milioni, non puoi non vincere su un campo di provincia una partita che rischia di estrometterti definitivamente dalla lotta scudetto: questo rappresentava l'appuntamento del Bentegodi di sabato sera e lì la Signora ha fallito. Perché il Verona che di stipendi paga 24 milioni l'anno, terz'ultimo budget dell'intera serie A ha dimostrato di essere più squadra e probabilmente di essere anche meglio allenato: atleticamente, visto che a fine gara i gialloblù andavano al doppio dei bianconeri, e anche tatticamente se si considera come Juric abbia rivoltato la partita nel corso del secondo tempo. «Troppi giovani in squadra», ha in sintesi sentenziato Pirlo a fine gara. Il che, detto dall'allenatore della Juventus, fa comunque sorridere. Oltre che a pugni con la realtà: gli undici bianconeri che hanno cominciato il match avevano una media di 26,09 anni contro i 25,27 dei padroni di casa. I quali, dopo i cinque cambi, hanno poi alzato la media fino al 26,06 mentre la Juve l'ha abbassata a 25,46: dettagli, comunque sia. Perché se indossi il bianconero e sei stato strapagato, la carta d'identità conta fino a un certo punto. Quanto alle assenze (sette) che hanno condizionato la formazione, sono arrivate tutte insieme ma dati alla mano sono al momento inferiori rispetto a quelle delle ultime due stagioni: l'attuale proiezione finale prevede 187 partite non disputate dai bianconeri, mentre la scorsa stagione sono state 210 e due anni fa 218.

Insomma: le scuse sono finite, gli alibi smascherati. La realtà è che è stata allestita una rosa incompleta e piena di doppioni, che manca un centravanti vero e/o uno di complemento, che a centrocampo sono state sbagliate tutte le scelte a parte McKennie e via di questo passo. In sintesi: pur spendendo cifre enormi per Chiesa (il solo che al momento ha dimostrato comunque di valere l'investimento), Arthur, Kulusevski e Morata, si è impoverito il gruppo tecnicamente senza colmare lacune evidenti. In più, e non suoni come una profanazione, la questione Pirlo: esordiente e gioco forza senza esperienza, certamente benvoluto dai senatori (a differenza di quanto accaduto con Sarri) ma tatticamente acerbo, spesso portato a scuola dai colleghi e salvato enne volte da Ronaldo e dalle giocate dei singoli. Risultato: era dal 2011/12 che nessuna Juve aveva ottenuto così pochi punti dopo 23 giornate. Rimanendo alle due stagioni più recenti, l'ultima Signora di Allegri vantava 17 punti in più e quella di Sarri otto. Qualcosa vorrà pur significare.

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Commenti

delio100

Mar, 02/03/2021 - 19:21

è stato un onesto calciatore un campione del mondo e tanto altro ma di qui a mettergli nelle mani una squadra che sono 9 anni che vince il campionato con una tifoseria ossessionata alla paranoia nel volere ripetere il triplete dell'inter non è una buona scelta