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L'"eredità" per Juve e Inter: Chiesa & C., chi sta meglio

Il bilancio delle Nazionali: bianconeri meno utilizzati e le sgasate di Fede. I nerazzurri hanno perso Bastoni

L'"eredità" per Juve e Inter: Chiesa & C., chi sta meglio

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Le sgasate di Chiesa, il più bravo fra tutti gli azzurri. La grinta di Barella, la conferma che Dimarco è un giocatore di livello europeo, persino il gol di Darmian alla Macedonia, ma anche l'infortunio di Bastoni. Questo e molto altro nei 10 giorni azzurri, perché Juventus-Inter è già cominciata in nazionale.

Spalletti aveva voluto 5 juventini in azzurro: Locatelli ha alzato subito bandiera bianca, costola rotta contro il Cagliari e giusto il tempo per farsi visitare e rispedire a casa, presenza ancora in dubbio per domenica. Magari parte in panchina. Cambiaso era al primo raduno, non stava bene nemmeno lui, ma è rimasto, pur non giocando mai. Se anche lui contro l'Inter andrà in panchina, sarà perché Allegri pensa sia meglio fare giocare Kostic. Una partita su due per Gatti, eletto sul campo vice-Bastoni, ma non benissimo contro la Macedonia e per conseguenza escluso con l'Ucraina. Meglio per la Juventus, che così avrà un sicuro titolare più fresco. Freschissimo sarà invece Kean. L'ultima volta azzurra, contro Malta e Inghilterra, aveva giocato una partita e mezza, qui appena 10 minuti, gli ultimi di Leverkusen, quando ha preso il posto dell'esausto Chiesa, con cui presumibilmente è destinato a fare di nuovo coppia in campionato. Vlahovic nel frattempo, ha perso il posto da titolare anche nella Serbia, e di gol nemmeno l'ombra.

Gl'interisti reclutati da Spalletti erano 6, diventati 5 con l'infortunio al polpaccio di Bastoni. Niente Torino e Lisbona, ben che andrà sarà a Napoli il 3 dicembre. Gli altri hanno giocato molto, più di tutti: Acerbi, Dimarco e Barella entrambe le partite complete. Una a testa Darmian, con gol e la solita puntuale applicazione, e Frattesi, senza gol, anzi suscitando qualche nuova perplessità sulla coesistenza con Barella. Avesse Mkhitaryan, anche Spalletti farebbe scelte differenti. Invece non ce l'ha e ha perso pure Tonali.

Juventus-Inter è cominciata in azzurro e proseguita anche ieri a San Siro, in un convegno che coniugava sport e finanza, in cui si è riparlato di nuovi stadi, almeno di progetti, e in cui Marotta («Zhang rispetta l'Inter, i tifosi stiano tranquilli»), ha approfittato per rilanciare il pallone nella metà campo avversaria («Allegri è furbo, si nasconde, ma la Juve non gioca le coppe, è lei la favorita»).

Stamane Inzaghi rivede gli azzurri e soprattutto spera di ricevere buone notizie anche dal Brasile, dove stanotte la Seleçao (con Carlos Augusto) ha affrontato l'Argentina di Lautaro. Ovvio che più del risultato gl'importi la salute dei suoi giocatori. Calhanoglu sta bene, ha dribblato la seconda partita della Turchia, soprattutto perché sua moglie doveva partorire il terzo figlio. Sta bene anche McKennie, che ha lasciato gli Usa per un fastidio al ginocchio poco più che diplomatico. Entrambi giocheranno Juventus-Inter, almeno la partita dei furbetti è finita in parità.

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