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Moncalisse, un debutto frizzante a Londra

La giovane cantina fondata nel 2016 dalle sorelle Julia e Karoline Walch, già note per la storia familiare legata a Elena Walch, si presenta all’estero cercando di sfruttare l’export crescente degli spumanti italiani. L’ambizione è chiara: portare la propria interpretazione del Trentodoc nei ristoranti che parlano a una clientela globale

Moncalisse, un debutto frizzante a Londra
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Moncalisse sceglie Londra per affacciarsi sui mercati esteri. Non una degustazione affollata, ma un incontro mirato con un ristretto gruppo di sommelier dei ristoranti più influenti della scena cittadina. Un debutto calibrato, quasi chirurgico, per la giovane cantina fondata nel 2016 dalle sorelle Julia e Karoline Walch, già note per la storia familiare legata a Elena Walch. Dopo la presentazione al mercato italiano lo scorso novembre, ora l’obiettivo è misurarsi con una piazza internazionale che detta tendenze e costruisce reputazioni.

La scelta non è casuale. Nel biennio 2024-2025 l’export degli spumanti italiani ha toccato un valore stimato tra 1,6 e 1,7 miliardi di euro, su un totale che per il vino italiano supera gli 8 miliardi annui. Le bollicine restano uno degli asset più dinamici del comparto. «Per questo motivo diventa strategico posizionarci sui mercati esteri, consapevoli che il successo ad oggi ottenuto in Italia possa replicarsi anche a livello internazionale. E Londra rappresenta il luogo ideale per introdurre le due annate con le quali abbiamo debuttato lo scorso novembre», spiegano Julia e Karoline Walch. L’ambizione è chiara: portare la propria interpretazione del Trentodoc nei ristoranti che parlano a una clientela globale.

Nel calice, due etichette che raccontano un’idea precisa di metodo classico alpino. Il Montis Arcentarie Blanc de Blancs Extra Brut Riserva nasce da una parcella di vecchie viti di Chardonnay: vinificazione in acciaio con una piccola quota in barrique, quindi 80 mesi sui lieviti. Il risultato punta su profondità e struttura, con un profilo che gioca più sulla tensione che sull’immediatezza. Il Millesimato Extra Brut Riserva 2019, da uve dei vigneti di proprietà, affina 56 mesi sui lieviti; fermenta per l’80% in acciaio e per il 20% in barrique. Qui l’accento è sulla freschezza e sulla finezza, in una lettura elegante del territorio.

Territorio che coincide con le pendici del Monte Calisio, a 600 metri di altitudine. Escursioni termiche marcate tra giorno e notte, suoli diversificati, impianti a Chardonnay e Pinot Nero. Il cuore della proprietà è una “parcella nobile” di un ettaro, con vecchie viti di Chardonnay esposte a sud e allevate ancora a pergola. Una scelta che parla di continuità più che di nostalgia.

Tra i filari affiorano le Coppelle, incisioni rupestri dell’età del Bronzo e del Ferro, legate a riti e simboli arcaici. Un dettaglio che aggiunge stratificazione culturale a un progetto giovane.

Moncalisse costruisce così il proprio racconto: tempo lungo di affinamento, altitudine, memoria geologica e un passo deciso verso l’estero. Londra è solo la prima tappa. Le bollicine, come spesso accade, fanno il resto.

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