Caso Leao seconda parte. Stesso stadio, stesso rivale, risultato e allenatore diversi. La notte del 31 agosto 2024, Leao e Theo relegati inizialmente in panchina da Fonseca, recuperarono il pari (2 a 2) ma non parteciparono al cooling break. Questa volta, alla comunicazione del cambio, Maignan il capitano è partito dalla sua porta per indurre Rafa a ben altro comportamento. Non solo. Allegri lo ha abbracciato dopo avergli sentito dire Lasciami dentro e ha ricostruito poi quale fosse il vero bersaglio di Leao. Non il tecnico ma Pulisic reo di averlo ignorato in due occasioni in cui lui si era smarcato ed era pronto a ricevere in area il passaggio. In tribuna, questa volta c'era Igli Tare che tra i denti ha espresso il suo disappunto più per la scena complessiva che per il lamento di Leao. Così è nato il caso Leao parte seconda ma con la capacità da parte di Allegri di maneggiare uomini e reazioni emotive come pochi. "È nervoso perché non gli hanno passato la palla un paio di volte" ha spiegato senza citare l'autore del mancato assist. Che è poi Pulisic, un altro che continua a non prendere la porta da oltre due mesi e mezzo. Che Leao non sia un centravanti è cosa nota, che debba invece provare a impegnarsi di più per dare una mano ai suoi invece di continuare a caracollare per il campo senza fissa dimora alla ricerca di chissà quale giocata è altrettanto necessario. Così come sarà indispensabile, per il futuro, prendere una decisione strategica (cioè riportarlo sulla sua striscia di competenza) oppure rinunciare al suo talento qualora si decidesse di continuare con il 3-5-2 attuale perché incompatibile. Nel frattempo poiché Allegri è l'unico della compagnia ad avere le idee chiare fin dai primi giorni della stagione (mai pensato di poter concorrere per lo scudetto), allora sarà bene leggere con attenzione il suo ammonimento recitato ai microfoni dell'Olimpico: "Ricordatevi che nel calcio si impiegano sei mesi per costruire il secondo posto e basta una settimana per sfasciare tutto!".
È questo il rischio che corre ora il Milan, braccato alle spalle dal Napoli di Conte (un solo punto di distanza e lo scontro diretto dopo la sosta a Napoli il lunedì di Pasquetta) e con la Roma rimasta a distanza di sicurezza per la sconfitta di Como. Per questo motivo saranno decisivi i prossimi giorni e la prova di sabato sera contro il Toro.