Lewis scherza con l'acqua. Annega una brutta Rossa "Questa non è la Ferrari"

Vettel decimo e Leclerc fuori dal Q3: lontani da tutti. Duro Binotto: "Non all'altezza del nome..."

La pioggia si è portata via anche gli ultimi sogni della Ferrari. Ora non resta che puntare tutto sull'affidabilità (e su un colpo di fortuna), ben sapendo che in Formula 1 non può valere tutte le domeniche il detto chi va piano, va sano e va lontano. Le qualifiche del secondo appuntamento austriaco hanno cancellato le rosse dalle posizioni che contano con il baby predestinato fuori dal Q3 e Vettel soltanto decimo. Oltretutto Leclerc è poi stato penalizzato di tre posizioni per aver ostacolato Kvyat in Q2 e partirà 14°. Binotto non nasconde la delusione: «Dobbiamo accettare il verdetto del cronometro che non mente mai. In due qualifiche sulla stessa pista, pur in condizioni diverse non siamo mai stati competitivi. Abbiamo fatto tanti sforzi per anticipare una serie di aggiornamenti alla vettura ma in pista i risultati non si sono visti. Dobbiamo lavorare per cambiare uno stato di cose che non è all'altezza di una squadra che porta il nome Ferrari». Parole dure come pietre.

Il re della pioggia, ancora una volta, è stato Lewis Hamilton all'ottantanovesima pole della sua carriera la quinta di fila sul bagnato dove nessuno riesce a reggere il suo passo. Non regge il compagno di squadra Bottas. Non regge Verstappen un altro avvero bravo sull'acqua che però, per reggere il ritmo infernale imposto da Lewis con un giro veloce dietro l'altro, è finito in testa coda sul più bello rimediando alla fine 12 di distacco. Hamilton voleva questa pole per rimettere le cose a posto dopo il weekend poco felice della scorsa settimana e quando il cielo ha cominciato a lasciar cadere di tutto, l'ha voluta fortemente perché essere il più veloce in condizioni simili dà soddisfazione anche a chi è abituato a scattare davanti a tutti. Una pole alla Senna.

Per la Ferrari l'unica nota positiva del sabato è stata la prestazione di Carlos Sainz, l'uomo del futuro. Carlos ha portato la McLaren in terza posizione in quella che ha definito «la qualifica più difficile della carriera». Si è divertito come un matto ed è un gran risultato battere Norris, pur frenato dal mal di schiena (e comunque penalizzato di tre posizioni).

I ferraristi hanno probabilmente scelto un assetto più da asciutto che da bagnato, hanno esasperato le regolazioni. Leclerc lo ha ammesso: «Sapevo che avrei avuto molte difficoltà in queste condizioni perché avevo preferito una scelta più aggressiva per la gara. Però dobbiamo lavorare molto e anch'io devo lavorare per migliorare la mia guida in queste condizioni. Macchina inguidabile? No, non direi così...». Charles non aveva mai disputato una sessione di qualifica sul bagnato con la Ferrari. Con l'Alfa Sauber gli era capitato solo un paio di volte. Ha insomma un grande margine di miglioramento in certe condizioni. Ma Vettel che sul bagnato non è Hamilton, ma non è neppure un fermo, non ha potuto combinare molto di più. Ha battuto il compagno di 82 millesimi entrando in Q3 ma poi, nonostante fosse sempre il primo ad andare in pista, non è riuscito a concludere nulla di buono. Colpa dell'auto, intendiamoci. I piloti anche questa volta c'entrano poco o nulla.

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