L'Italia cerca il suo futuro tra figli d'arte e provincia

Ventura va a caccia di giovani: Locatelli e i milanisti, Petagna e gli atalantini, Ganz e quelli col nome pesante

Sergio Arcobelli

Uno stage per saggiare la maglia azzurra. Chi meglio di Giampiero Ventura, maestro di calcio e un'infinita gavetta, è in grado di lavorare con i giovani. Chi meglio di lui, scelto per guidare la Nazionale post-Conte, può sobbarcarsi il compito gravoso di trarre il meglio da una generazione che trova poco spazio nei diversi club di Serie A.

Nella due giorni di allenamenti della prossima settimana a Coverciano, spetterà all'ex tecnico del Torino coltivare con assidua cura le facoltà intellettuali, creative e personali dei suoi allievi. «L'ho scelto - disse Tavecchio il giorno della nomina a cittì - perché ha sempre dimostrato un fortissimo spirito di attaccamento in ogni club dove ha lavorato, ha insegnato anche a tanti allenatori le sue regole innovative, ha un'esperienza smisurata nella formazione del settore giovanile». Ma soprattutto perché ha lanciato tanti calciatori in Nazionale, ultimi di questi i vari Belotti, Immobile e Zappacosta, titolari nell'ultimo match contro il Liechtenstein e cresciuti nel Torino, ma anche Darmian, sempre nei granata e Bonucci, protagonista nel 4-2-4 visto a Vaduz ai tempi del Bari.

Chi verrà convocato allo stage? I nomi non sono ancora stati ufficializzati. Di sicuro non potranno attraversare il cancello del centro sportivo di Coverciano i giocatori dei club impegnati nelle coppe. Quindi, ampio spazio a coloro che stanno lanciando segnali incoraggianti in campionato e che potrebbero rivelarsi i calciatori del futuro della Nazionale azzurra. Tra questi occorre menzionare i milanisti Calabria e Locatelli, gli orobici Caldara, Conti, Petagna, lanciati da Gasperini, i due terzini sinistri di Torino e Bologna, Barreca e Masina, più Benassi, Ferrari e Caprari. Queste le certezze.

In questa lista di nomi, non sono da escludere nemmeno i figli d'arte Ganz, Chiesa e Valoti, a cui si sarebbe aggiunto Federico Di Francesco, se solo non si fosse infortunato con l'under 21. Così come Meret, estremo difensore di grandi prospettive, protagonista questa stagione nella Spal e di proprietà dell'Udinese, che ha lasciato il ritiro di Di Biagio. Ritiro dove è invece rimasto l'altro giovane di prospettiva finito alla squadra ferrarese, quell'Alberto Cerri il cui cartellino è nelle mani della Juventus. Dal campionato cadetto occhi di riguardo su quanto sta avvenendo a Brescia, società che ha deciso di affidarsi a Cristian Brocchi per puntare sui giovani. Tra questi, molto bene si parla di Leonardo Morosini, tanto che l'ex tecnico del Milan ne ha elogiato le doti tecniche: «Neppure lui si rende conto delle sue potenzialità, ha ancora ampi margini di crescita. Ne sentiremo parlare...». Intanto il Genoa, società attiva sul mercato dei giovani, ha definito di recente il suo acquisto. Carpe diem.

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