Lopetegui, l'ultimo rinato a Siviglia

Il riscatto del tecnico cacciato prima dalla Spagna e poi dal Real Madrid

A Siviglia ci si può ricostruire una carriera. Non funziona con tutti (vedi Vincenzo Montella), ma i tecnici che hanno fatto la storia recente del club andaluso sono accomunati da storie di rinascita sulle rive del Guadalquivir. Juande Ramos, vincitore della Coppa Uefa nel 2006 e nel 2007, arrivava da mediocri stagioni nella Liga a Barcellona, sponda Espanyol, fu esonerato dopo 6 partite. Unai Emery, tre Europa League consecutive messe in bacheca dal 2014 al 2016, era reduce da una negativa campagna di Russia con lo Spartak Mosca. Julen Lopetegui proverà a portare a Siviglia l'Europa League per la sesta volta negli ultimi quindici anni, aggiornando un primato di successi nella competizione che già appartiene agli spagnoli.

Rispetto a Juande Ramos e a Emery, Lopetegui è arrivato a Siviglia con la carriera letteralmente distrutta, avendo perso nel giro di sei mesi la panchina della Spagna e quella del Real Madrid. Il tecnico campione europeo con la Spagna under-19 e under-21 fu licenziato dalla Federcalcio spagnola il giorno prima dell'inizio del Mondiale francese per aver già firmato un triennale con il Real Madrid. Lopetegui, che già da giocare aveva sfiorato un Mondiale senza però parteciparvi (fu terzo portiere a USA '94), lasciò paradossalmente la carica di ct da imbattuto, avendo raccolto nella sua gestione 14 vittorie e 6 pareggi, con una media di 3 gol segnati a partita. A Madrid durò fino al 29 ottobre, con una squadra in difficoltà dopo l'addio in estate di Cristiano Ronaldo (ma il suo amico Jorge Mendes, che due anni prima lo aveva indirizzato verso la panchina del Porto, gli nascose che CR7 avrebbe lasciato il Real) e la pesantissima eredità di Zidane da raccogliere. Al momento del suo esonero i blancos erano al nono posto nella Liga, con una differenza reti negativa per la prima volta dal 1947.

A Lopetegui sono bastati pochi mesi, e la vittoria nel suo primo Gran Derbi (la rivalità tra Siviglia e Betis è ferocissima), per entrare in sintonia con l'ambiente e ripartire con la sua idea di calcio. Ha chiuso la Liga al quarto posto centrando il ritorno in Champions e ha rinnovato la tradizione favorevole della squadra con l'Europa League.

Tra i picchi della campagna europea la lezione di calcio rifilata alla Roma agli ottavi e la rimonta sul Manchester United in semifinale, quest'ultima firmata da due nuove acquisti il cui rendimento non era stato conforme alle aspettative: l'attaccante olandese Luuk de Jong e l'ex milanista Suso (arrivato a gennaio). Accanto ai già consolidati Banega, Jesus Navas e Munir, l'apporto maggiore al rendimento della squadra è arrivato dall'ex Genoa Lucas Ocampos, perfettamente a suo agio nel 4-3-3 di Lopetegui tanto da essere anche capocannoniere della squadra, riuscendo a surrogare il bomber Ben Yedder, partito in estate, come nessuna delle prime punte in rosa ha saputo fare. Il terzino sinistro Reguilón, in prestito dal Real Madrid, il centrale Koundè e la mezzala Joan Jordán sono altri tre nomi emersi con prepotenza negli ultimi mesi nel Barrio del Nervión. Un chiaro segnale di come, dopo due rovinose cadute, Lopetegui sia riuscito a tornare in sella.

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