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Magia di Brescia: Virtus, la coppa resta tabù

Primo titolo della storia per i lombardi, Bologna non vince il trofeo dal 2002

Magia di Brescia: Virtus, la coppa resta tabù

Amedeo Della Valle entra nella sala dei trofei come Harry Potter. La sua magia, la sua voglia di essere un mago e non soltanto per i 26 punti finali. La Brescia del basket si prende la coppa Italia battendo la favoritissima Virtus Segafredo 84-76. Misteri agonistici che da soli rendono lo sport non imitabile. Non deve essere un caso se nell'anno in cui la Leonessa è anche capitale della cultura, insieme a Bergamo, e la sua squadra di pallacanestro completa un capolavoro dopo essere arrivata a Torino con 6 sconfitte sulla schiena, la testa piena di ortiche.

Diciamo che nella notte magica davanti agli oltre 11 mila del palazzo torinese Alessandro Magro, alla sua maniera promuove un gemellaggio con Malaga che nella coppa del Rey ha fatto come i suoi germani reali eliminando due regine di eurolega, prima il Barcellona e poi il Real Madrid. Anche gli andalusi erano entrati in scena come probabili comparse, ma ecco la magia. La prima mandando a letto senza cena Messina e l'Armani che aveva vinto le ultime due coppe Italia. Poi con questo capolavoro di squadra davanti ad una Virtus che sembrava volare dopo la facile semifinale contro Tortona.

La testa, più della tecnica, la difesa come arma per destabilizzare chi pensava di camminare sulle nuvole. Grande Magro, scuola senese, grande Della Valle, principe di Alba, genietto spesso incompreso. La Virtus che è andata sotto anche di 18 punti non ha mai sentito la necessità di mettersi la corazza europea e anche quando sembrava tornata in vita tornando sul 71-pari grazie a Beli è stata rimandata nella buca da Della Valle. Era a meno uno dopo 10', e meno 10 a metà tempo e dopo 30 minuti di battaglia. Belinelli, nelle magiche serate di coppa era la speranza, anche ieri ha segnato 24 punti, ma era zucchero per una tazzina vuota di una Vu nero tenebra: 24% nel tiro da tre, un disastro iniziale nei liberi, 13 palle perse.

Per Brescia al primo grande trofeo nella sua storia trovato proprio nel giardino del bresciano più famoso del basket, l'avvocato Scariolo che ci teneva davvero a ridare alla Virtus una coppa che mancava dal 2002. Notte di meraviglie dove Burns ha ritrovato la giovinezza insieme a Moss, dove Petrucelli ha mostrato il suo valore nella battaglia, come Nikolic, come Massenburg e Cournooh , andando dietro alla lampada di Edy Della Valle che fino a ieri era stato soltanto maestro di chiavi. Nella finale è diventato il Potter sulla scopa per prendere alla Virtus una coppa che pensava fosse già sua.

Per Brescia

brindisi e finalmente riposo, per il basket la settimana da dedicare alla Nazionale che giovedì a Livorno affronterà l'Ucraina e domenica andrà in Spagna per chiudere una qualificazione mondiale che la vede già qualificata.

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