Houston, non abbiamo più un problema, almeno per ora. Nella città texana infatti rinasce Cristiano Ronaldo e con lui il Portogallo che annienta 5-0 l'Uzbekistan e rilancia le sue ambizioni per il Mondiale. Tutti i big chiamano a suon di gol? CR7 risponde e lo fa a modo suo, inanellando record nel giro di pochi minuti. Il primo, il più disumano forse, andare a bersaglio in sei edizioni consecutive della coppa del mondo: nemmeno Messi, suo rivale storico, è riuscito in questo, visto che nel 2010 era rimasto a secco. Ronaldo, 20 anni e sei giorni dopo quel rigore segnato all'Iran nella fase a gironi del Mondiale del 2006, festeggia con una rabbiosa girata su cross di Joao Cancelo. E a proposito di Messi, 24 ore dopo quella dell'argentino all'Austria il fenomeno portoghese diventa il calciatore più anziano a segnare una doppietta in un Mondiale: botta e risposta a distanza continuo, ora Cristiano primeggia in questa classifica coi suoi 41 anni, 4 mesi e 18 giorni. Traguardo centrato con il 3-0 firmato in contropiede su assist delizioso di Bruno Fernandes. Il palo gli impedisce la tripletta a fine primo tempo, ma già con le due reti realizzate diventa il miglior marcatore della sua nazionale ai Mondiali con 10 gol, superando Eusebio fermo a 9 dal 1966.
Insomma, CR7 non è più una palla al piede per il Portogallo dopo le polemiche dei giorni scorsi, successive al deludente pareggio contro il Congo, quando era sembrato imbolsito e fuori fase. Il cannibale di Funchal addirittura lascia a Nuno Mendes la punizione del raddoppio, che il terzino realizza con una rasoiata dal limite dell'area, mentre tutti si aspettano il tiro di Cristiano. Fin troppo semplice contro un Uzbekistan che, per la disperazione del suo allenatore Fabio Cannavaro, dietro è proprio un obbrobrio: falloso, distratto e impreciso, con lo 0-4 che è una goffa autorete del portiere Nematov.
Unico lampo per gli asiatici, un gol-capolavoro di Ganiev (botta all'incrocio da fuori area) annullato dal Var per un precedente fallo su Joao Cancelo. Festeggia persino Leao, appena entrato, che nel finale segna ed esulta surfando. Anche in questo caso, forse, un problema in meno.