Da Marchisio a Bonucci, la Juve torna Signora con la vecchia guardia

Dani Alves e Pjanic non decollano, Higuain è da recuperare: Allegri ringrazia i veterani

Da Marchisio a Bonucci, la Juve torna Signora con la vecchia guardia

Torino - La vecchia guardia va. Quella nuova, si spera che vada. Perché, specie in Europa, la Juventus ne avrà ovviamente bisogno. Intanto, i bianconeri hanno messo in cantiere il passaggio del turno di Champions e chiuderanno probabilmente da primi visto che nell'ultimo turno ospiteranno l'impresentabile Dinamo Zagabria. E se a Siviglia non è stata certo una Signora scintillante, non si tratta altro che di una conferma: il gioco migliorerà (forse) strada facendo, per adesso contano i risultati e Allegri risulta inattaccabile. Merito peraltro della vecchia guardia e di chi bada al sodo per curriculum, se dal Sanchez-Pizjuan si è tornati con il sorriso sulle labbra. Con due nomi su tutti: Marchisio e soprattutto Bonucci. Il primo, ancora in rodaggio dopo il grave infortunio al ginocchio dello scorso aprile, ha segnato un rigore fondamentale chiudendo così il cerchio di un recupero difficile contro la squadra nella quale milita Vazquez, ovvero il giocatore contro cui sette mesi fa era andato a sbattere e che ieri, ironia della sorte, è stato espulso.

Quanto a Bonucci, è ormai diventato l'emblema della juventinità e non era affatto scontato che ci riuscisse: i primi tempi di Conte lo vedevano spesso in panchina, poi il posto è diventato suo ma non è che siano sempre state rose e fiori. Però le amnesie che una volta erano frequenti sono quasi del tutto sparite, una certa superbia è diventata arroganza nel senso positivo del termine e dei suoi piedi educati si è innamorata mezza Europa, Manchester City in testa: 18 gol (in 290 presenze) non sono nemmeno pochi per un difensore centrale.

Insieme a loro due, la Juve tutta sostanza vista in Andalusia ha avuto i volti di Rugani, Evra, Khedira e Mandzukic: gente di rendimento, ecco. Che lascia gli svolazzi in spogliatoio e pensa a correre: meglio loro (decisamente) di Dani Alves e Pjanic, due che devono ancora capire che a Torino città non si respirano le bollicine di Barcellona e Roma. Da quanto tempo impiegheranno a calarsi nella realtà sabauda dipenderanno anche alcune delle fortune della Signora, la quale intanto si augura di potere nuovamente inserire nella lista dei convocati per la trasferta di domenica a Marassi (contro il Genoa) sia Higuain che Dybala: magari non partiranno titolari (certamente non la Joya), però sarà un'altra bella notizia da aggiungere al puzzle che sta prendendo corpo. Dopo di che, con il rientro dei big in attacco, resterà da capire se Kean tornerà stabilmente in Primavera o se rimarrà aggregato alla prima squadra: intanto, dopo l'esordio in campionato, ha messo piede in campo pure in Europa ed è stato il primo duemila a farlo. Se davvero sarà un'altra cosa rispetto al suo idolo Balotelli, lo si scoprirà in tempi non troppo lunghi.

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