Maxicaduta da brividi. Dopo solo sbadigli

Vince Campenaerts. Nibali travolto da un corridore: botta al costato. Si ritira?

Maxicaduta da brividi. Dopo solo sbadigli

È il Giro, bellezza e voi non potete farci assolutamente niente. È il ciclismo e i corridori lo sanno alla perfezione: dopo lo Zoncolan e prima della tappa regina di oggi con Fedaia, Pordoi e Giau, guai a pensare che si possano recuperare forze ed energie. Guai rilassarsi e considerare la frazione di ieri tra Italia e Slovenia, da Grado a Gorizia, una allegra passeggiata domenicale.

Ieri giornata da brividi, prima degli sbadigli. Al via non si presenta Giacomo Nizzolo, vittorioso nella tappa di Verona, ma esausto all'arrivo sullo Zoncolan. Ma non sarà il solo a fare le valigie. Nizzolo le fa prima del via, Buchmann - fino a ieri mattina sesto nella classifica generale -, Jos Van Emden, Natnael Behrane e Guerreiro finiscono dopo un paio di chilometri nel mucchio di una caduta generale dovuta al forte vento laterale e l'avvio folle ad oltre sessanta all'ora, che costringe la direzione di gara a neutralizzare la corsa per oltre 30 minuti e consentire allo staff medico di portare le cure ai corridori. Dal mucchio ne esce malconcio anche il nostro Vincenzo Nibali, che in realtà non cade, ma viene travolto da un corridore che gli finisce proprio per colpirgli il costato. A caldo nessun dolore, a fine tappa, dopo aver anche preso un enorme acquazzone, il siciliano ha lamentato forti dolori al costato che hanno richiesto anche un approfondimento radiologico.

La tappa di Gorizia non è una serena e tranquilla gita fuoriporta. Per certi versi lascia più segni dello Zoncolan. Poi, lunga fuga da lontano e gli uomini di classifica che non si dannano l'anima e arrivano a un quarto d'ora da Victor Campenaerts, che si aggiudica la 15ª tappa.

Oggi, comunque, si va in montagna, con la curiosità di vedere se la maglia rosa Bernal sarà capace di mettere nuovamente tutti in un angolo, o se i suoi avversari, ad iniziare dal britannico Simon Yates, avrà la forza di metterlo alle corde. Da campione navigato e collaudato, con un Tour già nel salotto di casa, sa cosa lo aspetta in giornate come questa. E sa anche che uno dei pericoli maggiori gli arriveranno da un team l'Astana di Vlasov diretto da Beppe Martinelli, che non le manda a dire. «Quella di Cortina è una tappa che non mente. Ora però la musica cambia, ci sono salite più lunghe e altitudini maggiori, qualcosa faremo».

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