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Game over scudetto

Il Milan cade dopo 24 risultati utili di fila, sgambettato ancora da una piccola. Frattura al viso per Loftus Cheek, sarà operato. Stagione finita

Game over scudetto
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San Siro resta uno stadio chiuso per il Milan di Allegri. Invece di accorciare sull'Inter, resta a meno 10 e così si può chiudere il capitolo scudetto per buona pace di tutti. A compiere l'impresa è il Parma che riesce così a interrompere la striscia positiva delle 24 giornate dei rossoneri eguagliando l'identico risultato conquistato dal Parma di Asprilla che impose l'alt al Milan di Capello dopo 58 turni. Corsi e ricorsi storici. Anche quel Milan soffriva di un mal d'attacco ma senza mai perdere di vista il comando del campionato. Se la seconda sconfitta della stagione matura, dopo la Cremonese all'alba del torneo, con il Parma e per due volte sempre a San Siro, nel suo stadio, vuol dire che si tratta più di un indizio e che i diversi indizi (i punti persi con le squadre della bassa classifica) costituiscono ormai una prova classica. L'episodio che decide matura nel finale, da angolo di Valeri con Troilo che salta sulle spalle di Bartesaghi e fa centro di testa. L'arbitro, Piccinini, dapprima annulla al volo il punto, poi richiamato dal var e a seguito di una prolungata revisione decide di cambiare idea e di concedere l'1 a 0 al Parma. Nella spiegazione successiva precisa che non c'è stato il blocco sul portiere Maignan e non considera il fallo clamoroso su Bartesaghi. Per le proteste di fonte milanista fa le spese questa volta il team manager Marangon espulso, Allegri è isolato in tribuna, sconsolato.

È una sconfitta che ha il merito di confermare un difetto atavico di questo Milan: quando deve fare la partita e produrre negli spazi stretti il gioco, si ritrova in grande difficoltà. Specie poi se Pulisic è in un'altra giornata di mira discutibile, se Leao centra il palo in una delle rare occasioni avute, e se gli arrivi successivi di Fullkrug e Pavlovic, le torri, invece di produrre rischi alla difesa del Parma, finiscono solo per esaltare la difesa ordinata della squadra di Cueva e la capacità di chiudere in particolare gli spazi negli ultimi 20 minuti.

Che si preparasse una serata complicata, si è intuito dai primi minuti: durante il riscaldamento si ferma Gabbia (rimpiazzato da De Winter), dopo 8 minuti c'è uno scontro tra il portiere Corvi a Loftus Cheek che rimedia un forte trauma facciale con frattura dell'osso alveolare, sarà operato nelle

prossime ore e per lui si prevede una lunga assenza, campionato finito (al suo posto è entrato Jashari). È mancata più che la lucidità, la precisione in particolare di Pulisic che ha avuto nel primo tempo le occasioni migliori.

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