Potrebbe essere la volta buona. Previsti raduni in piazza Duomo, nessuna manifestazione politica ma festa interista per lo scudetto anticipato. Dipende dalla Juventus, pensate un po' certi scherzi del football, dipende dalla Cremonese, altra piccola storia di provincia, insomma l'Inter deve attendere la grazia ricevuta dai risultati, negativi, delle due che la seguono in classifica, staccate di molti tornanti. Stasera al Maradona solite preghiere per i campioni d'Italia contro le ultime speranze della Cremonese di restare in A, De Laurentiis ha idee chiare sul futuro, l'accesso alla champions league è garantita, il presidente dovrà decidere a chi consegnare la ditta per il futuro europeo, al di là degli impegni contrattuali. Su tutte c'è Milan-Juve che conserva soltanto il sapore antico ma nulla più ha di quel tempo bellissimo, Berlusconi e Agnelli e poi tutta l'argenteria in campo, oggi è partita di retroguardia, mancano mattatori però c'è la spezia di un risultato che potrebbe cambiare classifica e progetto tecnico, intendo dei rossoneri. L'Inter scenderà in campo, due ore prima, contro il Torino, l'eventuale vittoria aggiungerà euforia al gruppo già sollecitato dalla qualificazione alla finale di coppa Italia, con termine stucchevole si scrive di doblete, tenendo sotto traccia il fatto che l'altro sostantivo spagnoleggiante, triplete, è andato in fumo per colpa dei salmonari del Bodo Glimt. Gli ultimi fuochi possono provocare scottature, la corsa, si fa per dire, per un posto nella prossima champions sembra quasi definita ma proprio la Juventus conoscerà le sorti di chi la segue, il Como a Genova e soprattutto la Roma a Bologna.
Se Fabregas è già nervoso figuratevi Gasperini che ha preso una lezione dall'ex direttore sportivo giallorosso Sabatini il quale gli ha dato del pessimo comunicatore. Un'eventuale batosta contro Italiano sarebbe esiziale soprattutto perché a Roma volano aquile e coriandoli per la Lazio finalista di coppa Italia.