È venuto il tempo di fare i conti in tasca al Milan di Max Allegri e di cogliere al volo quale siano i suoi attuali tormenti in questa rincorsa alla Champions che rischia di diventare una corsa ad ostacoli a cominciare dalla prossima sfida spareggio col Napoli che deciderà del secondo posto.
Le cifre in questo senso parlano chiarissimo: la difesa è la seconda migliore del torneo (23 reti subite) a una lunghezza appena dal Como (22) mentre invece l'attacco (totale fin qui 47) è molto distante dallo stesso Como, diventato una macchina da gol grazie al 5 a 0 di ieri a pranzo sul Pisa (quota 54). A ben leggere le singole performance si scoprono numeri molto significativi. Allegri infatti ha spesso fatto ricorso alla collaborazione di difensori (9 gol) e centrocampisti (13) per collezionare i 47 centri. La spiegazione è tutta nel fatturato realizzato dagli attaccanti di ruolo e di fatto: 25 in totale avendo avuto Leao e Pulisic alle prese con fastidiosi infortuni e con numerose assenze e avendo ricavato briciole da Fullkrug (1 gol), il rinforzo solitario di gennaio.
La morale a questo punto è una soltanto: forse quei 63 punti messi insieme da Allegri e dal suo staff a 8 turni dalla fine del torneo (tanti quanti ne misero insieme l'anno scorso Fonseca e Conceiçao a fine campionato) sono da considerare una grande impresa. E devono aprire una serena discussione sull'utilità dello stesso Leao in vista della prossima Champions league. E per preparare il futuro mercato da qualche giorno l'ad Furlani è al lavoro con Tare e Allegri così da non farsi trovare spiazzato da una stagione destinata a partire in ritardo per via del mondiale americano che finirà addirittura a metà luglio.
Il vertice di venerdì all'ora di pranzo avvenuto a Milanello è la dimostrazione che il Milan ha imboccato la strada della responsabilità condivisa dal punto di vista tecnico cancellando così la narrazione secondo cui nel recente mercato di gennaio talune iniziative (esempio la trattativa Mateta) furono prese a casa Milan coinvolgendo l'area tecnica in ritardo. E per fortuna il francese non è più arrivato a causa della salute precaria.