Mir, titolo e record: mai nessuno con un solo Gp vinto

MotoGp, Joan Mir campione del mondo 2020. La Suzuki con l'anima italiana di Brivio torna iridata dopo 20 anni: "Un matrimonio perfetto"

Valencia incorona Joan Mir campione del mondo 2020 in una giornata perfetta che esalta il cuore e la testa di Franco Morbidelli, che in sella a una Yamaha satellite è andato a vincere al termine di un giro capolavoro caratterizzato da un serrato corpo a corpo con il ducatista Jack Miller. «Incredibile, un duello bellissimo, pulito, sportivo. Peccato per la lotta al titolo, ma sono contento per il 2° posto in campionato», ha commentato l'allievo prediletto di Rossi, senza voce per aver pianto e urlato a squarciagola nel casco. A -29 punti dal neo-iridato a causa del motore rotto a Jerez e due cadute non per colpa sua, Morbidelli potrebbe avere qualcosa da rimproverare a Yamaha nell'anno in cui era obbligatorio provarci considerata l'assenza di Marquez per infortunio. «Confesso che a inizio stagione ero arrabbiato con la Casa per la decisione di darmi una moto 2019. Grazie alle persone che lavorano con me sono riuscito a incanalare questa rabbia in lavoro. Ci siamo concentrati sul pacchetto che avevamo e ne abbiamo estratto il meglio. Grazie a Ramon (Forcada), il mio capotecnico», confessa il Morbido, con un sorriso che rivela una ritrovata serenità. Il pensiero va inevitabilmente al 2021 e al fatto che per lui non è prevista una M1 ufficiale, ma anche al nuovo campione del mondo. «Complimenti a Mir, un titolo meritato».

Con il successo di ieri, il 23enne maiorchino entra così nella storia della Suzuki, riportando a Hamamatsu un titolo che mancava dal 2000 con Kenny Roberts jr, nell'anno del 100° anniversario della Casa. «Ho creduto nel progetto sin dal 2018 quando firmai con loro, scartando l'offerta di Honda. L'obiettivo era vincere il titolo, ma non mi sarai mai aspettato al 2° anno». «È un sogno, una vittoria di squadra. Con Joan ci siamo scelti, è un matrimonio perfetto», fa eco Davide Brivio, il cuore e la mente italiana dietro questo successo, l'uomo chiave scelto dai giapponesi per costruire un team da zero, con un unico grande obiettivo: tornare a essere campioni del mondo. Missione compiuta. Non solo, con una sola vittoria quest'anno, se non vincerà domenica a Portimao, ultima gara della stagione, Mir sarà il campione della classe regina con meno vittorie della storia, battendo il record di Leslie Graham (1949), Umberto Masetti (1950 e 1952) e Nicky Hayden (2006), che avevano conquistato il titolo con 2 successi.

I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette.
Qui le norme di comportamento per esteso.
Commenti
Ritratto di lurabo

lurabo

Lun, 16/11/2020 - 11:19

Scusate ma Kenny Roberts junior non vinse il mondiale con zero vittorie?

Ritratto di asimon

asimon

Lun, 16/11/2020 - 13:41

immaginavo che senza Marc Marquez avrebbe vinto alla grande Dovizioso e che Rossi avrebbe fatto un buon piazzamento, invece sono misteriosamente scomparsi ma per fortuna è emerso un ottimo Morbidelli