Mondiali under 17, bufera sul giornalista argentino: "Neri nell'Italia? Toccherà abituarsi"

Il giornalista argentino di TyC Sports Gaston Recondo ha giudicato così la presenza in campo nell'Italia under 17 di Wilfred Gnoto: "Dei neri che giocano con l'Italia. Ormai bisognerà abituarsi anche a questo"

L'Italia under 17 ha fatto il suo esordio, con il botto, nella manifestazione in terra brasiliana vincendo con un netto 5-0 contro le Isole Salomone grazie alla doppietta dell'attaccante delle giovanili dell'Inter Wilfred Gnoto e ai gol di Cudrig, Tongya e Capone. Gnoto ha preso il posto di Sebastiano Esposito, baby talento nerazzurro trattenuto alla base da Antonio Conte per via dell'infortunio occorso ad Alexis Sanchez con le nazionali.

Gnoto non ha fatto dunque rimpiangere il suo compagno di squadra ed ha realizzato una doppietta importante che è così servita all'Italia per partire con il piede giusto in questi mondiali under 17. Le prodezze del giovane talento italiano, però, sono state commentate così da Gaston Recondo, noto giornalalista televisivo che si trova in Brasile per commentare il mondiale under 17 per l'emittente televisiva TyC Sports.

Recondo ha commentato così la doppietta del giovane talento azzurro:"Dei neri che giocano con l'Italia. Ormai bisognerà abituarsi anche a questo". Le sue parole, però, sono state subito stigmatizzate dai tanti utenti su Twitter che hanno preso le distanze dalle parole del giornalista argentino definendo le sue frasi sfacciatamente di stampo razziale. L'emittente argentina come le parole del suo giornaliste siano state fraintese cercando di minimizzare l'accaduto e per ora il diretto interessato non si è esposto per difendersi dalle accuse di razzismo. In molti hanno poi fatto notare come Udogie, Tongya e lo stesso Gnoto siano nati in Italia e dunque legittimati a giocare per la nazionale azzurra.

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Commenti

MARCO 34

Mer, 30/10/2019 - 13:57

Pur nella convinzione che in Italia ci siano ragazzi diciasettenni validi quanto quelli messi in campo sono d'accordo col giornalista argentino: ci dovremo abituare