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Morto Bolchi, il Maciste che Herrera fece capitano dell'Inter a 21 anni

L'ex calciatore di Inter, Verona, Atalanta, Torino e Pro Patria è deceduto a Firenze, aveva 82 anni. In carriera è stato anche allenatore di diverse squadre, tra queste, Atalanta, Bari, Lecce, Genoa, Reggina e Messina

Morto Bolchi, il Maciste che Herrera fece capitano dell'Inter a 21 anni

L'ex calciatore e allenatore Bruno Bolchi è morto all'età di 82 anni in una clinica di Firenze. L'esordio con l'Inter a soli 18 anni, poi dopo tre anni il Mago Herrerà gli affidò la fascia di capitano dei nerazzurri, con cui complessivamente giocò sei stagioni vincendo anche uno scudetto. Poi le esperienze con le maglie del Verona (in B) e di nuovo in A con l'Atalanta e il Torino. Bolchi vestì per quattro volte anche la maglia della Nazionale.

Appesi gli scarpini al chiodo iniziò una nuova vita, sempre nel mondo del pallone, stavolta come allenatore, partendo dalla Pro Patria, dove nel 1972 aveva concluso la carriera di calciatore in serie C. Come mister girò mezza Italia, centrando un grande risultato con il Bari, portato dalla serie C alla A in soli due anni, dal 1983 al 1985. Nella massima serie guidò anche il Cesena, il Lecce e la Reggina. Poi tante altre esperienze in B e 4 promozioni in Serie A, rispettivamente con Bari (1984-1985), Cesena (1986-1987), Lecce (1992-1993) e Reggina (1998-1999), due in B con Bari (1983-1984) e Pistoiese (1976-1977).

I tifosi meno giovani del Bari ricorderanno ancora bene la stagione quel 1984, con la loro squadra che pur militando in C1 arrivò in semifinale di Coppa Italia dopo aver eliminato la Juventus agli ottavi (con una storica vittoria in trasferta) e la Fiorentina ai quarti.

In campo, dove giocava nel ruolo di centrocampista tutto muscoli e corsa, Gianni Brera gli ricamò addosso lo pseudonimo di Maciste, per sottolinearne la prestanza fisica. Piccola curiosità: nel 1961, con la maglia dell'Inter, Bolchi fu il primo calciatore ad apparire nella raccolta di figurine della Panini.

Bruno Bolchi, figurina Panini
Da Wikipedia

In un'intervista a Repubblica del 2000 Bolchi parlò così del calcio: "È come la gonna. Un anno viene la moda di portarla lunga sin quasi ai piedi, ma quello dopo torna in auge la minigonna. Sorrido quando sento parlare qualcuno, che crede di aver inventato chissà che cosa. Si tratta di mettere un giocatore un po' più avanti o un po' più indietro, ma per il resto il calcio è sempre lo stesso. Sono pochissime le innovazioni che si possono definire epocali".

E poi, ancora, sulla sua Inter: "Il calcio è purtroppo pieno di luoghi comuni. Per esempio, la teoria secondo la quale la grande Inter faceva catenaccio. È vero, c'era il libero, ma poi c'era anche un centravanti, Milani o Di Giacomo, un secondo attaccante che era Mazzola, poi Jair a destra, Corso a sinistra e Facchetti, un terzino che segnava almeno 10 gol a stagione".

"Fai buon viaggio Mister Bolchi - ha scritto su Twitter il tecnico della Salernitana, Davide Nicola - grazie per la tua amicizia, i preziosi consigli e i messaggi di incoraggiamento che mi hai sempre rivolto, in ogni sfida che io abbia intrapreso. Mi mancherai". I due hanno lavorato insieme al Genoa e alla Ternana con Nicola calciatore e Bolchi allenatore.

"Sono addolorato per la scomparsa di Bolchi - dichiara il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina. "Da calciatore prima e da allenatore poi è stato un importante punto di riferimento per il calcio italiano".

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